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Storia di Cellole

                                                                                                  

                                         Storia di  CELLOLE          
                                     
                                
dal 496 A.C.  al 20/4/1970
                                                                        


...... Nel sec.IV i sanniti entrarono in contatto con i romani: dopo un'alleanza difensiva antigallica nel 354, le contrapposte esigenze dei due popoli, entrambi decisi a non farsi tagliar fuori dalla costa campana, provocarono le tre guerre sannitiche (343-290) , che segnarono la supremazia di Roma, ma non la fine dell'indipendenza sannita.
T.Livio                         Ab urbe condita VIII, 11
                340 A.C.
Anche se la memoria di ogni usanza sacra e profana è stata cancellata dal favore che gli uomini tributano alle cose nuove e straniere, preferendole a quelle antiche e trasmesse dagli antenati, ho ritenuto che non fosse fuori luogo riferire queste procedure con le parole con le quali sono state formulate e tramandate....... I Latini sopravvissuti alla battaglia, dispersi in varie direzioni, si riunirono in un unico nucleo e si rifugiarono nella città di VESCIA.
Li nelle assemblee che essi tenevano, il loro comandante in capo Numisio affermava che in realtà l'esito della guerra era stato incerto, che entrambi le parti avevano subito un ugual numero di perdite e che i Romani avevano vinto soltanto nominalmente,trovandosi invece, di fatto, nella condizione di sconfitti....................

T Livio                        Ab urbe condita IX, 25
                                                   314 A.C.
I consoli, partiti da Sora, portarono la guerra nel territorio e nelle città degli Ausoni. Infatti con l'arrivo dei Sanniti quando si era combattuto presso LAUTULAE, tutto si era messo in moto, ed in giro ovunque in Campania ci furono cospirazioni, né Capua stessa fu esente da sospetto, che anche  a Roma si arrivò perfino ad un inizio di inchieste.La gente degli altri Ausoni venne in potere ( dei Romani) per il tradimento delle loro stesse città, come nell'episodio di Sora.  Ausona,e Minturnae e Vescia
erano le città dalle quali i  giovani più importanti, in numero di dodici, congiurati a tradire le loro città, vennero dai consoli. Spiegano che i loro concittadini già da prima desiderando la venuta dei Sanniti, come seppero che c'era stata battaglia a Lautulae, ritennero i Romani vinti, e aiutarono con soldati ed armi i Sanniti in fuga,...... Su loro proposta,l'accampamento fu spostato più vicino, e nello stesso tempo intorno alle tre città furono mandati soldati, una parte armati che nascosti minacciassero i luoghi vicini alle mura, una parte vestiti con toga con i gladi coperti dalle vesti che entrassero in città la mattina all'apertura delle porte.Questi allo stesso tempo iniziarono a trucidare i custodi, e allo stesso tempo fu dato un segnale agli armati perché accorressero dai nascondigli. Cosi le porte furono occupate e le tre città, nella stessa ora e con lo stesso stratagemma furono catturate, ma poiché l'attacco fu portato in assenza di condottieri,non ci fu nessuna misura nelle stragi e la gente degli Ausoni fu distrutta, --fuit deletaque Ausonum gens--and the nation of the Ausonians was exterminated----per un crimine di defezione a malapena certo, come se avesse combattuto strenuamente in guerra.
 T. Livio                     Ab urbe condita  X, 20
                                                         293  A.C.
Mentre entrambi i consoli e tutto l'esercito Romano porta per lo più la guerra in Etruria, nel Sannio nuovi eserciti, sorti per saccheggiare i confini dell'Impero Romano, passano attraverso il territorio dei Vescini
in Campania e nell'agro Falerno e catturano ingenti prede.

Tommaso De Masi    Memorie Istoriche degli Aurunci      1761
pag 178
Inoltre in uno de'  Villaggi di Sessa appellato Cellole, e propriamente nelle mura di una picciola chiesa, che nel passato secolo principiossi ad innalzare in un podere de' PP delle Crocelle per lo  legato di Mario Ricca, come diremo nel cap VII. di questo libro,
si veggon  molte antiche pietre frammesse con vari marmi cosi semplici, come lavorati, che indicano esser parte di una qualche gran macchina già diroccata; ed in uno di essi marmi si legge:
                                                   POMPEIA   M.  F.                    
                                                     SECUNDA
Un altro marmo ivi buttato sul terreno ha questa iscrizione:
                                               TVARIVS  T.  F.   AEM.   SIBI       
                                                     HILARO    L.
                                                     OPTATO   L
                                                  FAUSTAE  L
                                EX TESTAMENTO
E nella casa del Sacerdote D. Giovanni Di Paolo dentro lo stesso Villaggio di Cellole, ritrovasi una tavola di marmo, in cui si ha memoria di Lucio Vezzio della tribù Terentina, e di Utilia sua moglie in si fatto modo:
                                   L. VETTIUS   L.  F.
                                   TER
                                       VTILIA   FELIX.
G. Tommasino.... " Aurunci Patres"

     

                                                                      
Varie Pagine:
" Or siccome è sicuro, che dalle reliquie di Sinuessa ne surse il Castello di Mondragone, cosi anche è probabile, che da quella di Vescia ne fussero surti due Casali di Sessa  Piedemonte e Carano; perchè sono ove. come il nominato Pratilli  conghiettura, dovett'esser quella città. Ed è anche probabile che derivati ne sieno degli altri Casali, che sono a quelli vicini."
N.d. A. ..Da quanto su riportato si evince che  Vescia dovrebbe trovarsi sepolta sotto il territorio attuale di Cellole.Visto che SOLO nella zona di Cellole sono stati ritrovati reperti archeologici di età romana,come riportato nello stesso libro su menzionato,ai quali si può attribuire solo quella provenienza.
Per il nome ,Cellole,azzardiamo che tra i resti dell'antica Vescia, quello che ne era rimasto, serviva soltanto come  deposito di acqua e foraggio per  tutti quelli che da Suessa Aurunca si recavano a villeggiare a Sinuessa, o che da Sinuessa, attraversando il territorio Vescino,raggiungevano Suessa per poi proseguire per Teano o Capua.  Delle "Pagus Cellularum"
Azzardiamo anche che l'attuale Corso Freda, sia stato stravolto nel nome e che invece sia stato un  Corso Creta,"" D. Gennaro Creta primo Archiviario della diocesi e sarà anche autore del Registro Dei Vescovi e di altre opere manoscritte,1750.""
Pag 256
Codesti erano i confini del Territorio di Sessa negli scorsi secoli, come ben si rileva dalla Bolla di Adenulfo Arcivescovo di Capua a Benedetto Vescovo
della medesima città di Sessa, spedita, secondo il sentimento di Michele Monaco, che la rapporta, nell'anno 1032.E in quella bolla si rinvengono eziandio descritte le Chiese tutte ch'erano allora cosi al di dentro, come al di fuori della città nè suoi Casali.           sono elencate tutte le chiese esistenti  a quel tempo,quasi tutte, e fra esse troviamo,                                                                                                                    Ecclesia S. Barbarae,  Ecclesia S. Luciae,  Ecclesia S. Viti,
Ecclesia S. Petri de Centora.
N.d.A.  Ecclesia S. Barbara: Era di fronte all'attuale stadio comunale di Cellole.
           Ecclesia S.  Luciae:    Ne rimane un cippo dietro l'attuale chiesa di         S.Marco  e  S.Vito.
            Ecclesia S. Viti:          Ancora per poco visibile quello che ne rimane sulla       Statale Domitiana in località S.Vito,
            Ecclesia S.Petri de Centora:   Non ne resta che solo il ricordo  come pure dei Casali di Centora, Terenzisi, Quintola e Derola.
Reperti Archeologici all'aria
                                          

                               

      
                                                        PAGUS CELLURARUM
                                                    di Mons. Cosma Capomaccio
Ci dispiace che il Rev.mo Redattore suddetto non abbia proseguito la sua storia, alla pag.6, spiegandoci che fine hanno fatto le città di Ausona e Vescia, di Ausona ,ci interessa poco, ma datosi che Vescia, la porta nelle immediate vicinanze di Cellole, vedi tavola 2, e Tavola 1, non era forse il caso di approfondire dicendo che l'attuale territorio di Cellole  è  il luogo ove sorgeva Vescia, prima di essere distrutta.
Lo stesso Esimio Autore, riporta a pagina 67, che " nella bolla suddetta è menzionata la "ecclesia sancti Marci de anticola"  ,chiesa da identificare senza ombra di dubbio, anche perchè le chiese menzionate prima e dopo sono quelle che sorgono sul territorio limitrofo ad essa, nella chiesa di S. Marco in Cellole."   Ci dispiace ancora per il Rev.mo Mons., ma dalla Tavola 2, si evince chiaramente che "anticoli", è una località ben precisa e ben distante da Cellole ,che assolutamente non può essere  la chiesa di S. Marco di Cellole.

                                                                                                                                                                                                                        

                                                                               
Per il nome Cellole possiamo anche essere d'accordo, se dimentichiamo che davanti all'attuale campo sportivo , sono  state ritrovate file di anfore sotterrate, lunghe più di cento metri, malauguratamente sgretolatesi e polverizzate, una volta riportate alla luce, ed  altri reperti romani, che  sono misteriosamente spariti, come le pietre , anch'esse romane che si trovavano nei pressi della chiesetta di S. Marco che adesso non ci sono più.
Non siamo in grado di garantire quanto suddetto, mancandoci riscontri concreti e materiali ,e pensiamo che per motivi che non condividiamo, non c'è la volontà, la disponibilità, la capacità, ed i mezzi , per poter accertare quanto da noi su affermato.
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Abbiamo anche letto:Bollettino Aurunco anno 1933 XI  Saggio ( Presidente S.E. Pietro Fedele) comitato di redazione: Le Autorità civili, politiche,religiose,i presidi e i professori delle scuole medie; gli intellettuali della Regione.
Pag. 56
Quando tra il secolo VII e VI a. Cr. dal nord e dal sud Etruschi e Greci iniziarono con tenace insistenza il loro lavoro di penetrazione, or pacifica or bellicosa, nella Campania, e nel V secolo sferravasi la violenta invasione Sannitica, le cinque città sorelle, assurte a dignità di vita operosa e libera - Ausona, detta poi Aurunca, a sud dei Monti Frascara e Cortinelli, Suessa nella zona attuale, Vescia nel perimetro dell'agro di Carano, Cellole e Dèrola, Minturnae, che oggi risorge nella sua maestà imperiale per amore di un suo figlio diletto ( PIETRO FEDELE), Sinuessa nella contrada delle Pertecaie o Pertecale a circa 600 metri dalla spiaggia presso Le Vagnole_ queste cinque città sorelle_mentre Capua a sud e Fundi e Formiae a nord cedevano alla pressione nemica_di fronte al comune pericolo unironsi in una compatta federazione formando cosi l'ausonica pentapoli che conservò la sua indipendenza etnica, politica,militare,economica fino al secolo IV a.Cr.....Continua....Continua.... Continua..... Continua...... Continua....... Continua......

                            La  Chiesa di S. Lucia inaugurata il 1804.
Non pensiamo che il  tempo passato a spulciare fra libri ed internet sia stato sprecato, confidando nella bontà di quanti vogliano contribuire ad arricchire  questa misera pagina.
Nescire quid antequam natus sis acciderit, est semper puerum esse.                        
E' sempre segno di puerile inesperienza ignorare ciò che è accaduto  prima che si sia nati.
Dopo questo, il nulla ................ Dopo  questo tutto




Luigi Fusciello in rete dal 24/05/2002.
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