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Gruppo Folk

Storia di Cellole > Un Cellolese Racconta

Gruppo  Folcloristico  Cellolese
e
Sagra dell’Estate Cellolese (Sagra dei fagioli).

Racconto della nascita
a  cura  di  
     Prof. DOMENICO   GIRONE


Premessa: Sia la storia del Gruppo Folk Cellolese e sia la storia della Sagra dell’Estate Cellolese (festa dei fagioli) formano un unico racconto perché sono nate insieme dallo stesso Direttivo,dalle stesse persone nello stesso giorno dello stesso anno.
DIRETTIVO DEL
GRUPPO FOLK CELLOLESE
E DELLA
SAGRA DELL’ESTATE CELLOLESE

Le persone che hanno dato vita al Gruppo Folkloristico Cellolese ed alla Sagra dell’Estate Cellolese (Sagra dei fagioli) sono:
Presidente Sacerdote Don Cosma Capomaccio
Vice Presidente      Aniello  Paduano
Cassiere       Costantino Verrengia
Segretario       Ludovico Freda
Direttore Artistico Coreografo e Voce solista  Francesco  Girone

Su idea di Don Cosma Capomaccio,parroco della chiesa dei SS, Vito e Marco,si tenta di dar vita ad un Gruppo Folkloristico. Lo scopo era di creare uno sviluppo sociale e fare in modo che i giovani potessero trovare un punto di incontro dove poter maturare e crescere.
Si inizia con l’incontrarsi, le persone su accennate e si stabiliscono le cariche di quello che sarà il Direttivo del gruppo. Ognuno porterà avanti il compito assegnatogli. Si comincia cosi col fare le prove nel Salone Parrocchiale della chiesa dei SS Marco e Vito. Ai giovani piace ed è con entusiasmo che partecipano. Non c’è noiosità, monotonia e la stanchezza si tramuta in gioia ed entusiasmo. All’inizio, per i ragazzi, è stato un po difficile potersi trovare accoppiati per i balli, poiché la mentalità era ancora legata al vecchio modo di pensare. Ma poi man mano, con la fiducia del Direttivo,hanno raggiunto un affiatamento da far invidia a chiunque. Il programma che Francesco aveva impostato, era di natura cellolese e si basava sui lavori agricoli della nostra terra.
Tutto il programma che veniva presentato da Francesco,formava una testimonianza del folklore cellolese che, con sue caratteristiche,come giustamente per ogni paese,si differenziava dagli altri. Era un folklore ancora reale, all’epoca, perché ancora lontani dalle conoscenze della vita moderna. Infatti il popolo aveva appena conquistato l’Autonomia Comunale e quindi ci si avviava verso un cammino fatto di idee e conoscenze nuove. Pertanto il folklore appartiene alla dignità umana di un dato popolo.

Le prove
Il gruppo comincia le prove nell’Autunno del 1974. Per tutto l’Inverno si prepara uno spettacolo per il mese di Agosto ed in coincidenza si fa nascere la Prima Sagra dell’Estate Cellolese (la festa dei fagioli).



Fagioli  - Pane  - Melanzane  - Insalata di pomodori - Vino
I fagioli Per i fagioli il comitato andava per la campagna a chiederne un’offerta Il primo anno vennero raccolti 27 Chili di fagioli “Cannellini” definiti i fagioli dei signori perché non facilmente il popolo poteva permettersi il lusso di mangiarli.
Infatti erano i “Borlotti” (quelli colorati) che venivano consumati dal popolo. La curiosità di quando venivano “scugnàti” (battuti) i “Borlotti” sull’aia o sui teloni, i bambini raccoglievano i fagioli che uscivano fuori il telone e ne facevano collezione per i svariati colori e sfumature che avevano.
Questi venivano cotti in recipienti di creta “pignàti” nel cortile della parrocchia e poi la sera distribuiti alla gente.
Il pane Assieme ai fagioli alcune famiglie si presero il compito di cuocere una fatta di pane,cioè una quantità di una decina di chili di farina e dell’acqua necessaria e messa a lievitare in pezzi e cotto al forno,per darne una fetta a persona con il piatto di fagioli.
Melanzane Poi furono cotte anche le melanzane tagliate a fette piccole (nella terminologia locale si dice “a fungitìegli” = a funghetti).
Pomodori Si preparava anche l’insalata di pomodori
Vino  Infine veniva offerto un bicchiere di vino rosso. Perciò questa è una festa fatta nascere con il Gruppo Folcloristico Cellolese e quindi appartiene al Gruppo stesso.

Successivamente si formò un:
Direttivo per il Gruppo Folcloristico
e un
Comitato per la Sagra dei fagioli
separando definitivamente ciò che era nato assieme.

PRIMO SPETTACOLO
Il primo spettacolo del Gruppo folk cellolese e la Prima Sagra dell’Estate Cellolese, viene stabilito per il 15 Agosto 1975 sulla Piazza Falco (ora Villa Comunale).

I vestiti per le ragazze vengono imprestati da vecchie del paese che ancora li conservano. Da premettere che il vestito indossato dalle ragazze è l’abito da sposa tradizionale cellolese.

Gruppo folk cellolese  15/8/75 Vestiti originali delle anziane.
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Accurcciàta (Accorciàta) e non Pacchiana
N.B. Nel termine locale la donna vestita nel modo tradizionale veniva chiamata:“ACCURCIATA”. Mentre è a Castelforte, Minturno, che la donna, vestita da tradizione, viene chiamata:“PACCHIANA”. Di quanto detto c’è testimonianza registrata su musicassetta dalla voce originale di Achille Sorgente in una ricerca fatta nel 1976.


VESTITI dei maschi
Per vestire i maschi fu usata un po di stoffa  di fodera e furono cuciti velocemente il pantalone chiamato:”A ZUAVA” una camicia bianca,una fascia rossa alla vita,calzettoni bianchi ed un fazzoletto rosso al collo.
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Gruppo Folk Cellolese 1976 al Night Vittoria Club di Baia Domizia


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PRESENTATORI del Gruppo Folk Cellolese
La prima presentatrice del gruppo è stata Patrizia Picano. Successivamente fu Tommaso Sabatino a prendere il posto di Patrizia.

Gruppo Folk Cellolese 1976 al Night Vittoria Club di Baia Domizia
Da sinistra:
Domenico Girone (fisarmonicista) - Francesco Girone (Direttore Artistico) - Aniello Paduano (Vice Presidente) - Gaetano Cerrito (Proprietario del locale) e la sua Presentatrice -Patrizia Picano (Presentatrice del Gruppo Folk Cellolese).
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GRUPPO FOLK CELLOLESE S.Clemente  14/8/76
Da sinistra:Luigi Bove - Giovanni Perretta - Pino Rocco - Tommaso Sabatino (Presentatore) - Francesco Girone - Domenico Girone - Armando Stabile (si intravede il Buco Buco)

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Giorno della festa 15 Agosto 1975

I ragazzi si vestono nel salone

I ragazzi e le ragazze vengono vestite nel salone parrocchiale dei SS Marco e Vito. Saranno le persone anziane a vestire le ragazze e a preparare la pettinatura secondo la tradizione. Quindi il gruppo inizia la sfilata partendo dal salone parrocchiale.
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il manifesto della prima Estate cellolese (sagra dei fagioli)

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Il giorno della festa il Gruppo Folkloristico Cellolese, dopo aver fatto la sfilata per il paese,intratteneva il pubblico in piazza presentando il programma preparato durante l’Inverno. Contemporaneamente venivano offerti i fagioli,pane,vino,insalata di pomodori e melanzane.

L’articolo del giornale: “ROMA del Venerdi 22 Agosto 1975”

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Galleria di alcune foto della prima Sagra dei fagioli 1975

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Le prime donne che si sono impegnate nei vari compiti per la realizzazione della 1^ Sagra dei fagioli
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Alcune foto quando Domenico Girone suona la fisarmonica nei momenti di riposo delle donne durante la preparazione dei fagioli
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Offerta del popolo per i vestiti
Visto la riuscita della manifestazione festiva e dello spettacolo del Gruppo,si decise di andare avanti. Fu cosi stabilito di chiedere un contributo, in soldi, al popolo per permettere la spesa degli abiti nuovi.
Ci si organizzò in gruppi di persone composte dagli stessi ragazzi e da un membro del direttivo. Ad ogni gruppo veniva assegnata una zona del paese.
Ogni gruppo si portava carta e penna e scriveva quanto veniva dato perché poi venisse presentato al direttivo come prova di quanto raccolto. Quindi tutto il popolo ha contribuito per la riuscita di questa iniziativa rendendola a questo punto realtà.
Nel caso di queste due zone è conservato l’elenco della cerca fatta casa per casa con i nominativi e la somma offerta (naturalmente per rispetto non verrà incluso in questo racconto).
zona via Roma 01 Febbraio 1976
zona S. Anna 08 Febbraio 1976
Fu raccolto, in tutte e due le zone, la somma totale di Lire 118.750

Arturo Martucci (il sarto)
Arturo Martucci bravo sarto, è colui che ha cucito i primi vestiti per il Gruppo. Abitava in via Aurunci,era la prima casa sulla sinistra dal lato di piazza Croce.

Gonfalone
Infine fu fatto fare,a Napoli, lo stendardo del “Gruppo Folkloristico Cellolese”.
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Manifesto Seconda Sagra dell’Estate Cellolese 1976 tradotto anche in lingua inglese e tedesco
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MINI GRUPPO FOLKLORISTICO CELLOLESE

Nell’anno 1976 si arrivò ad una quantità di iscritti che fu deciso formare anche il Mini Gruppo Folk Cellolese.
Mini Gruppo Folk Cellolese 1976

Mini Gruppo Folk Cellolese  -S.Clemente- 12/8/76
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Mini Gruppo Folk Cellolese 1976
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Programma spettacolo anno 1976
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Ecco il programma,il significato e provenienza storica di alcuni nomi.

BALLI  CHE RIEVOCANO  I  LAVORI  

1. Il raccolto del fieno; Rievoca il raccolto del fieno quando ancora non si imballava ma veniva”Attrocciàto” ,cioè con l’attrezzo chiamato “Ru Trùoccio” si formava una treccia,o corda, di fieno. Allo spettacolo i ragazzi realmente svolgevano il lavoro mettendo il fieno sul palco e con l’attrezzo lavoravano alla “treccia”.
Rappresentazione del raccolto del fieno allo spettacolo “C’era una volta” 1999)
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2. La semina dei fagioli; per la semina venivano usati i “Pezzùchi” (cavicchi).Nella figurazione del ballo i ragazzi imitavano il lavoro contadino (con le zappe per fare i solchi).
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3. Il raccolto dei fagioli; Il ballo rievoca il momento in cui i fagioli,dopo che sono stati “scavàti” (estirpati) e fatti seccare al sole per qualche giorno, vengono “scugnàti” (battuti sull’aia) o con le forcine di legno o più propriamente con i “Uìgli”.Attrezzo questo formato da due mazze legate con un pezzo di cuoio di modo che una si regge tra le mani e l’altra la si fa roteare in aria per poi farla cadere sulle “Vòngole secche” (i baccelli secchi) dei fagioli.

Imitazione della battitura dei fagioli, eseguito da anziane, allo spettacolo “C’era una volta” 1999)
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4. Mazzonara; Ballo che rievoca il lavoro dei “Mazzonari” (bufalai,mandriani,). La nostra posizione indica l’estremità della zona detta dei “Mazzoni”. Infatti ci stavano “Ditte” che allevavano le bufale e pertanto tanta gente di Cellole ha lavorato con queste ditte. Quella che la popolazione nomina con maggiore ricordo è “Castaldi”. La sua zona di pascolo comprendeva un’ampia zona di terreno che stava intorno alla vecchia chiesa di S. Vito sulla Domiziana. Si usava dire:”Iàmmo a ru parco e Castaldi”; oppure,poiché c’era la chiesa, “Iàmmo a ru parco e Santo Vito” (tradotto: “Andiamo al parco di Castaldi” oppure “andiamo al parco di San Vito”)

5. Semina del grano. Il ballo rievoca la semina del grano.

BALLI  A  CARATTERE  SOCIALE

Poi vi sono  balli a carattere sociale (che di solito a “R’ARRUOZZI”,cioè i gruppi di persone che la sera si riunivano in un cortile o fuori davanti una casa) si eseguivano per  passare la serata:
1. Saltarello; (diminutivo di salto) Danza diffusa in Italia nel 1300/1400 in ritmo ternario e andamento molto veloce. E’ il prototipo della danza saltata all’italiana,in opposizione alla bassa danza,o danza strisciata. Nel 18° e 19° secolo ebbe nuova ripresa con molto successo,soprattutto a Roma e nel basso Lazio,come vivace danza popolaresca a coppie.
2. Ballarella; Danza simile al Saltarello con la differenza che il passo è più strisciato.
3. Sigla folk. Il passo è la Ballarella.
4. Gioia e colore;Il passo è la Ballarella.
5. Valzer; Danza eseguita dagli ufficiali polacchi a Sessa Aurunca in data 21 Gennaio 1799 nella festa per aver innalzato “L’ALBERO DELLA LIBERTA’” (che fu un grande arancio).La notizia è tratta dal “Mensile:Il Suessano 170 dell’Aprile 1999 anno XVII.
6. Mazurca; Sono gli stessi polacchi ad aver importato il ballo.
7. Tamburata;Caratteristico ballo con tamburi.
8. Canzoniere napoletano;Su note melodie napoletane si eseguono alcune figurazioni.
9. Quadriglia o ballo da spazzola;Di origine francese che alterna ritmo di 6/8 a ritmo 2/4. Diffusa dai francesi nel XIX sec. Per formare le coppie una donna si siede sulla sedia ed ha uno specchio in una mano ed una spazzola nell’altra. Un maschio va alle spalle della dama. La donna lo guarda nello specchio. Se le conviene dice “SI”,altrimenti passa la spazzola sullo specchio cancellandone l’immagine,quindi  per indicare il rifiuto, andando cosi un altro cavaliere. Quando la dama aveva scelto il cavaliere,si alzava e cedeva il posto ad un’altra dama che eseguiva la propria scelta nello stesso modo.
10. Tarantella variata.(La tarantella deriva da Tarantola) Danza popolare italiana diffusa a partire dal 1700 nel napoletano e derivata da danze mitico - rituali pugliesi ispirati alle manifestazioni convulse derivate dal morso della tarantola. E’ una danza vivace in 6/8 eseguita con velocità crescente,in origine da sole donne,poi da coppie,con ritmo fortemente segnato dal tamburello e una melodia di tipico impianto meridionale e spesso cantata.
11. Polka; E’ una danza boema in tempo binario piuttosto mosso. Il suo nome sembra derivi dai caratteristici mezzi- passi = in “ceco” (la lingua della Gecoslovacchia) si dice “PULKA”che significa metà. Comunemente a Cellole veniva chiamato “ru miezo passo” (il mezzo passo).
12. tango;Danza argentina ballata a coppie,di origine probabilmente cubana in tempo 2/4 e di andamento lento. Introdotto in Europa nel 1890 circa ma diffusosi maggiormente,in Italia, dopo il 1920.
13. Nuziale o ballo degli sposi. Il ballo esprime la festa degli sposi

RECITE

Poi vi sono le recite che rispecchiano un momento della vita sociale:

1. A fioraia cerinaia; E’ la storia di una ragazza povera che vende fiori e cerini per guadagnare soldi e poter comprare medicine per la mamma ammalata. Ma un signorotto vuole approfittare di lei. L’opera è recitata e cantata.
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2. Fofò u guappo detto “Sputafuoco”; E’ la disavventura di un guappo il quale innamorato di una ragazza del paese si scontra col fratello di lei rimanendo ucciso. Ma ….. risuscita grazie ad una…magia
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3. Che addore de garofino me vene;La scena si svolge in campagna. Tra due ragazze nasce un litigio interrotto dall’arrivo del fidanzato di una. L’opera è recitata e cantata.

CANTI
Infine vi sono i canti a carattere amoroso,o di circostanze particolari,o comunque che tentano a rispecchiare l’aspetto umano,tipo:

Bella cellolesina (anni 1960) E’ un inno alla bellezza della ragazza di Cellole.Il canto scritto, musicato e cantato da Francesco Girone,è nato all’inizio della costruzione della chiesa dei S.S. Marco e Vito a Cellole,anni 60, e quando la pineta era ancora nel suo aspetto naturale ed incontaminata,quando ancora non si chiamava Baia Domizia ma semplicemente:”A penéta”.
Ce steva nu lepere  (‘800 – ‘900) Essere bravi ragazzi è una virtù ma non saper capire i momenti di affetto che la propria ragazza desidera li rende ignoranti. Cosi avviene nel canto che è la ragazza,con la scusa di essersi sognato un lepre, fa capire,all’innamorato, di volere un po di affetto come lo ha sognato.
Fraffarìeglio   (‘800) Fraffarìeglio è un soprannome. Sarebbe colui al quale gli cola il naso (la colatura dal naso viene chiamata “fràffo” e si suol dire:”tiè ru fràffo a ru naso”= Hai il naso che ti cola) Il canto racconta la triste storia di un giovane che andando un giorno in cantina vi trova Fraffarìeglio il quale convince il giovane a sposarsi. Il giovane ne segue il consiglio ed all’inizio è tutto bello fin quando la moglie non rimane incinta. Allora ,il novello sposo, si arrabbia scaricando la propria ira su Fraffarìeglio e incita anche il liberarsi della donna per avergli rovinato la vita.
La primo vota (1900) Sono due innamorati che in un momento di intimità rievocano la prima volta,il primo incontro, durante il quale si sono conosciuti e la promessa fatta di amarsi sempre.
Mbi Mbo Mba  (‘800 – ‘900) Il canto parla della emigrazione in America,La storia che ci presenta il canto è che l’uomo avendo lasciato a casa la moglie con tre figli,nel corso della sua permanenza in America,viene a sapere della nascita di un quarto figlio,immaginabile non suo. La donna cerca di essere convincente in tanti modi a far accettare al marito il figlio non suo. Al ritorno dall’America,ormai vecchio,il marito riconosce nel saluto del proprio compare l’autore della nascita del quarto figlio
Me voglio nzurà (‘800 – ‘900) E’ un giovane,o gruppo di giovani,che andando da un vecchio del paese,che gode di fiducia nel dare consigli buoni,gli chiede come dovrebbe essere la ragazza ideale per il proprio cuore. Il vecchio ne elenca tutte le qualità mettendone in risalto gli aspetti positivi e negativi.
Terra d’amore ( 1800)  Il canto esprime la tristezza del contadino che per la siccità il terreno è diventato polvere. Spera nella venuta della pioggia e permettere al raccolto di poter crescere e anche perché si possano alleviare,cosi,le preoccupazioni per i debiti. Ma in tanta disperazione vi è il pensiero per la propria donna che col suo amore rende gioioso il cuore dell’uomo. Il canto creato e cantato da Vincenzo Girone  (mio nonno) è dedicato alla moglie
Vene Vierno e vene Estate (01/05/65)  E’ un giovane che si vanta di avere sempre l’innamorata ma senza mai legarsi con vero amore. Si può definire un Dongiovanni,che ne sfrutta anche l’occasione per arrivare a qualcosa di più…….e pagando qualche spesa ne lascia una e ne prende un’altra.(scritta,musicata e interpretata  da Francesco Girone).
Zi Nicola ru mbriacòne  (‘900) E’ un canto di piena allegria paesana. Sono storie di classiche coppie di anziani,che talvolta si incontrano in ambienti paesani, in cui uno è l’opposto dell’altro ed è uno contro l’altro,ma tutti e due accomunati dal vizio del bere vino. Pensare che anche l’asino viene coinvolto nell’allegria dei due che si ubriacano e litigano.
Zighe zaghe  (‘700 – ‘800) E’ la storia del giovane che parte per soldato. Raccomanda la sua innamorata di non impegnarsi con un altro. La ragazza rievoca ricordi teneri come il primo bacio,l’innamoramento e ricorda come è possibile innamorarsi fino a morire d’amore.(cantata dal bisnonno Domenico Girone detto”Mìnico ru viulino”(Domenico il violinista) perché suonava il violino.

Domenico Girone in concerto alle tastiere (parentesi personale nel racconto)
Siccome l’amplificazione che il gruppo usava era personale di Francesco Girone,allora si permetteva di portare la strumentazione con la quale Domenico, durante il riposo del Gruppo nel corso dello spettacolo,lasciava la fisarmonica e intratteneva il pubblico eseguendo pezzi classici e moderni alle tastiere. Al popolo sono rimaste ben impresse alla mente le sinfonie:
“La gazza ladra” e “Il Barbiere di Siviglia”.
I bis per tali pezzi erano sempre richiesti
Nella foto si nota Domenico Girone che suona la pedaliera con il piede scalzo,sua caratteristica.
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Primi spettacoli del Gruppo Folk.Cellolese
Anno  1975
Cellole15 Agosto  Primo Spettacolo del Gruppo Folk.Cellolese e nascita della Sagra dei Fagioli.
Night Vittoria Club 5 e 7 Dicembre.  (partecipazione come ospite)
Anno    1976
Fontanafredda  27 Maggio  (festa patronale)
Cellole   6 Giugno (festa patronale)
San Martino   14 Giugno (festa patronale)
Baia Murena       Luglio (festa patronale)
Corigliano  9 Agosto (festa patronale)
Garofali  10 Agosto (festa patronale)
San Clemente  14 Agosto (festa dell’Unità)
Cellole   15 Agosto (seconda sagra dell’Estate Cellolese)
Sorbello  21 Agosto (festa patronale)
Giulivo Hotel       Agosto (partecipazione come ospite)
Ponte di Sessa  A. 24 Agosto (festa patronale)
Marzano Appio 28 Agosto (festa patronale)
Marina Residence 2,4,6,8,10,14,16 Settembre (spettacoli in piscina)
Ameglio  12 Settembre (festa patronale)
Maddaloni   25 Settembre (nella stessa sera il gruppo si è esibito al Night Vittoria Club)
Ciccioni  26 Settembre (festa patronale)
Cellole   2 Ottobre (terza festa dell’Unità)
TESSERATI AL GRUPPO FOLK.CELLOLESE nel 1976
Le persone che hanno dato vita al Gruppo Folkloristico  Cellolese:
Presidente  Sacerdote Don Cosma Capomaccio
Vice Presidente      Aniello  Paduano
Segretario       Ludovico Freda
Cassiere       Costantino Verrengia
Direttore Artistico, Coreografo,cantante e musicista Francesco  Girone
Presenta-trice/tore       Patrizia Picano poi Tommaso Sabatino

maschi
femmine
Bove Franco
Bove Luigi
Bove Tommaso
Calenzo Lazzaro Arciero Lucio
Caliendo Giovanni Girone Domenico
Gallo Carmine
Perretta Vito Gaetano Di Lanna Erminio Verrengia Modesto Verrengia Luigi
Rocco Pino
Russo Vito
Santillo Giuseppe
Sellitto Pietro
Stabile Armando Balzano Antonio Verrengia Domenico Perretta Giovanni Petrillo Pino
Verrengia Angelo Odierno Domenico
Cerullo Raffaele
Ciriello Pietro
Coia Giovanni Sorgente Biagio Paduano Aniello
Di Lorenzo Enzo Sabatino Tommaso Verrengia Tommaso Sabatino Antonio Verrillo Pietro
Freda Vincenzo
Fusciello Mattia Petrillo Tommaso Fusciello Enrico Cerrito Antonio D’Alessandro Paolo Perretta Alessandro Calenzo Antonio Dodde Luigi
Gallo Angelo
Gallo Franco
Grecola Luigi

Sorrentino Giuseppina Vaccariello Rosa Simeone  Doralba Sangiorgio Rita Sangiorgio Anna Ciriello Anna
Picano Patrizia Agatone Anna
Perretta Rosa
De Caprio Anna
Freda Giuseppina Palladino Maria Marrocchino Gabriella Perretta Silvana Perretta Annunziata Montecuollo  Rosa Montecuollo Carolina Sellitto  Rita
Gallo Giuseppina Martucci Claudia Persico Rosa
Persico Cristina

Caliendo Rosa Graziano Giuseppina Delle Cave Adriana Perretta Maria Di Lorenzo Lucia
Azzuè Annunziata
     
TESSERE DEL GRUPPO FOLK CELLOLE
Francesco e Domenico Girone

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GALLERIA DI FOTO

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Francesco Girone viene premiato

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Questa è la vera storia sia del Gruppo Folk Cellolese e sia della Sagra dell’Estate Cellolese (festa dei fagioli)
Tutto quello che verrà detto del dopo è tutta un’altra storia che non ha niente a che fare e a che vedere con questa.


FINE







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