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Mia Pantano

Storia di Cellole


Cercherò di dare una parvenza di racconto a tutto quello ho ascoltato dalle poche persone che sono riuscito a contattare e che hanno avuto la bontà di assecondarmi.
       Intorno al 1913, il pantano era di proprietà del Barone FERA, che  aveva contribuito molto al suo prosciugamento: è suo il primo IDROVORO a Macchine Vecchie. Raccontano i più anziani, che una pompa a vapore era montata su una zattera che navigava nella " Gnena" principale e da questa pompava acqua in un canale che la portava a mare . Dopo di questa costrui una vera e propria stazione di pompaggio, sempre a Macchine Vecchie, dove ora c'è il moderno impianto idrovoro del C.A.B. ( Consorzio Aurunco di Bonifica)
        Nel 1920, il Barone Fera decise di lasciare il Pantano, per motivi a me ignoti, cosi  tutti quelli che si presentavano per richiedere un pezzo di terra, (palude), venivano accontentati. Vennero concessi pezzi di terra a tutti i cittadini del comune, che li volevano, in ottemperanza alla riforma fondiaria in atto.
    Molti ci tengono a farmi notare che tutti quelli che volevano partecipare alla spartizione del pantano, potevano accomodarsi, ma ai cellolesi non era concessa la spartizione delle terre montane. Inoltre gli Agrari proprietari delle terre non paludate, cioè quelle che costeggiano ancora la Domiziana, sia sul lato mare che sul lato monte, non contribuivano al sostentamento del comune di Sessa A., se non con una piccolissima ed irrisoria parte,infatti, gli  IRACE, OCCHETTO, PATURZO, ROZERO, TIBALDI ed altri, proprietari di migliaia di moggia di terra non allagata, non pagavano che poche lire. sebbene possedessero le uniche terre coltivabili, lasciate a pascolo per le bufale. Invece ai quotisti del Pantano veniva tassato ogni moggio mille Lire, anche se riuscivano a fare solo un raccolto l'anno, aspettando in marzo-aprile che si asciugasse un po' di terra per poter seminare.
        Non sono riuscito a sapere  il vero proprietario della chiesetta di S. Vito che stà sulla domiziana, ma una cosa mi è stata raccontata con certezza. Quando la chiesa era considerata tale  vi si celebravano regolari cerimonie ed ogni anno vi si svolgeva una vera e propria festa, con tanto di benedizione del grano, degli animali,e dei raccolti, e con tornei, corse di cavalli e tutto quello che si faceva durante le feste patronali. A quel tempo il custode della chiesa, l' " Eremita ", beneficiava di due moggia di terra per il suo sostentamento, non lontani dalla suddetta chiesa. Con il fallimento del vecchio proprietario, Occhetto, e con l'acquisizione, da parte del Castaldo di tutte le proprietà dello stesso, non si sono ritrovate  più le famose due moggia della chiesa, e forse anche la chiesa è stata inclusa nella compera.
       Il  CANCELLO PAGA
        Durante il fascismo, lungo la strada che porta a pantano, chiamata Bocca di Pantano, dalla Domiziana per andare verso il mare, dopo le prime due curve, c'è il primo canale di raccolta delle acque, il secondo è giusto in mezzo, ed il terzo costeggia l'inizio della pineta. Canali di raccolta che convogliavano e convogliano l'acqua a Macchine Vecchie, sede dell'Idrovora e punto più basso e più vicino al mare. Proprio all'altezza del primo canale e della via che lo costeggia ancora oggi,  sulla strada,  ogni estate, alla fine dei raccolti, veniva effettuato il pagamento del canone di affitto delle terre del pantano, nelle mani degli esattori che poi si preoccupavano di recapitarlo a Sessa A. Era questo il principale accesso al pantano e questo era considerato il cancello paga.
                                                                                         
























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