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Cellole 19. Settembre 2019
Luigi Fusciello Venerdi, 07 Ottobre 1941 via Croce,9 Cellole ( attualmente via Bari )
Stanotte sembrava tutto più facile, comunque era ora di provare e vediamo se mi riesce di concludere qualcosa.
Non mi riuscirà certamente di scrivere in italiano come si deve, ma ci proverò.
Vorrei scrivere tante cose che mi riguardano, molto personalmente e non so da dove cominciare, ma forse lo so, solo che non so come cominciare.
Questa è la prima cosa che mi viene in mente. Quando abitavamo in via Croce 9, il fabbricato, la casa de nonni, e con adiacente la casa di mio padre, la nostra,  con le cucine, dei nonni a sinistra sotto una pergola di uva, poi c'era il sippigno, il corridoio che serviva per portare il carretto con l'erba per gli animali nella stalla che stava dietro la cucina, come pure il pollaio e la casa del maiale. Prima del corridoio c'era la rampa di scale per salire al piano di sopra. Sulla destra, parlo sempre come se entrassi dal portone principale dalla strada,c'era la nostra sala da pranzo, e poco dietro la cucina.Al piano di sopra c'era una camera grande,dei nonni, euna più piccola soprala rampa delle scale,due maschi e se femmine, a destra, salendo le scale, una cameretta, fatta sul corridoio, e una camera matrimoniale di miei,Io e Michele dormivamo nella cameretta Concetta nello stanzino con le zie, quando è nato Mattia,abbiamo costruito un'altra camera da letto,adiacente la camera matrimoniale e che si trovava sopra la cucina nostra che stava di sotto, tanto per ricordare, nella cucina avevamo una stufa a carbon fossile, che andavamo a prendere alla ferrovia quasi gratis, e il tubo per il fumo passava dentro la nostra stanza e ci riscaldava d'inverno.E cosi siamo passati a dormire in questa nuova camera, noi maschi, e Concetta è passata nella camera dove dormivamo io e Michele. Ricordo come fosse ora, che per costruire la cameretta abbiamo dovuto aprire un varco, nella camera matrimoniale, per potervi accedere passando dalla camera matrimoniale, una porta, un metro per due di altezza, ci abbiamo messo un sacco di tempo e un camion di  materiale di scarto per due metri quadrati di muro.Qui siamo nati tutti, da mio padre, ai miei fratelli, e si attingeva l'acqua  dal pozzo, per farci tutto, eccetto bere, quella si prendeva alla fontana, o ncoppa a croce o nnanza a chiesa o abbascio a ri gliupini,e logicamente per fare il bucato, nei" piloni" adiacenti al pozzo, ed io stavo vicino a questi e un Americano (1944)  mi diede 4-5 caramelle al latte , mi ricordo solo le caramelle.
Ricordo, come fosse oggi, mio nonno sul letto di morte, 1944,
Ricordo anche che la sera si usciva fuori casa e ci si divertiva  con la polvere dasparo ricavata da qualche bomba inesplosa e certi cosi come spaghetti che si accendevano e si lasciavano e questi fischiando piroettavano per aria all'impazzata, e noi piccoli correvamo avanti e dietro questi cosi, Vincenzo Sorbo, Vito, le sorelle Sorbo, Peppino, Gennaro Fusciello.
Non ricordo niente per quanto riguarda le scuole elementari, so di aver cominciato dalla seconda perchè, iscritto alla prima e a febbraio, è nato mio fratello Michele, sono stato ritirato dalla scuola perchè dovevo badare a lui. Poi ricordo la Ivª fatta con Romualdo Verrengia, nella casa che sta dietro il monumento dei caduti, ricordo le rigate sulle mani aperte quando domandava qualcosa e non rispondevamo, specialmente quando faceva freddo era una " delizia", leggendo il dettato, Antonio Montecuollo, invece di leggere borbonici disse borbonaci, da allora Antonio borbonace. Nella stessa classe ricordo, con affetto, Enzo Zirletta, Delio Calenzo, Ezzelino Sangiorgio, Minicuccio Verrengia,Maria Fazzone, Teresa Compasso, Michele Montecuollo.
Dopo quella IVª feci gli esami di ammissione all' istituto tecnico di Formia, Avviamento Professionale, e doveva esser l'anno 1951-52 Bocciato, 1952-53 in collegio a Pistoia, sempre I° avviamento, Bocciato. Quello di Pistoia merita un capitolo da solo, per quanto poco mi ricordi.
Diciamo che di otto mesi di scuola, di collegio, ricordo i pianti che mi sono fatto il giorno che mio padre mi lasciò al collegio, il primo giorno, il giorno dopo venne per salutarmi, lui ritornava  a Cellole, io stavo giocando a pallone e non mi ricordo di averlo salutato. Al collegio avevo il numero 55, mio padre pagava una retta mensile, non so di quanto, ed in più anche qualcosa per gli extra, penne,quaderni,eccetera, io ne ho approfittato in modo indecente, col senno di poi, ma quello che, adesso è ancora peggio, non riesco a dimenticare sono le cartoline postali, erano delle cartoline già affrancate, e me le aveva lasciate complete di indirizzo, dovevo solo scriverci " ciao" e imbucarle. Le ho riportate a casa a Natale, e quando è finita la scuola, senza spedirne una, certo che come figlio diligente mi  faccio proprio schifo.
Del collegio ricordo che qundo la domenica ci portavano al cinema e pioveva, io non mettevo i piedi nell'acqua perchè avevo le scarpe col buco nella suola e quando poi andavo sull'asciutto si notava la scarpa rotta, il perchè non le lasciavo ad aggiustare, non lo so.
La domenica mio zio Antimo mi veniva a prendere al collegio e stavo a casa loro.Ricordo anche che qualche volta mi portavano al negozio, con annesso sale e tabacchi ed io mi riempivo le tasche di caramnelle mou e a gomma, che poi mi portavo in collegio. Se mi viene in mente qualche altra cosa la scriverò.
Ritornato a Cellole, reduce  della figuraccia di Pistoia, iscrizione a Formia, I° Avviamento, ( per la terza volta) rimandato e promosso, questo è durato per gli anni 53-54, 54-55, 55-56, 56-57, 57-58, Licenza tecnica acquisita.
Mio padre voleva farmi continuare con lo studio e mi portò anche a Napoli all'istituto tecnico chimico, ma fortunatamente per lui, scelsi di non continuare gli studi, che poi per me erano tutto fuorchè studi, io non lo so se si poteva essere più cretini di cosi, ma, il pallone e la mangiatora vascia hanno di molto contribuito, però voglio fare anche una riflessione , adesso, il mio migliore amico, nonchè compagno di banco per cinque anni, tutta la scuola di Formia, non aveva la stessa mia mangiatora, anzi, e siamo stati colleghi in tutto, per quei cinque anni, tutti gli anni rimandati alle stesse materie tutti gli anni d'estate a prepararsi per gli esami di riparazione da Antimo Dodde, e tutti gli anni promossi, e tuuti i pomeriggi, dal primo gennaio al trentuno dicembre, a giocare a pallone,
quando andavamo a scuola, il primo anno avevamo il treno alle cinque e mezza, arrivavamo a Formia alle sei ed andavamo direttamente nella villa comunale, di Formia, a giocare a pallone, fino alle otto, poi andavamo giu all'Avviamento, e pallone fino alle ottoemezza.  
Dal secondo anno il treno lo avevamo alle sette e quindici dalla stazione di Sessa Roccamonfina, e molte volte , almeno i primi anni, arrivavamo alla stazione alle sette ed incominciavamo a giocare a pallone dalla stazione, arrivavamo a Formia alle sette e quaranta  e scendevamo all'avviamento, e fino alle otto e trenta pallone,  uscivamo tre giorni 14,30 e tre alle 15,30.
Nel 52,53, a Cellole, nel curtinaccio di Cerasieglio, ex via Croce, c'èra uno che ritirava il ferro, che poi rivendeva , e quando gli portavi , qualsiasi pezzo di ferro, lui lo pesava e ti dava i soldi. Noi andavamo a piedi alla stazione, all'andata, per la strada normale, quella che c'è ancora adesso che va anche a Carano e Piedimonte, ed al ritorno ce ne tornavamo, non tutti, lungo la ferrovia per cercare pezzi di ferro da poter portare a vendere. Il raccolto, lo mettevamo nelle borse con i libri, e per evitare che si rovinassero, i libri, la mattina nella borsa ci nportavamo solo la colazione, così quando tornavamo potevamo riempire la borsa di ferro. Sarà durato forse un paio d'anni, ma il fatto mi è venuto in mente ed ho voluto raccontarlo
Sei anni di scuola a Formia, e non abbiamo mai fatto " filone", mai un giorno che non siamo andati a scuola, parlo per me e Luigino Di Florio, mio compagno di banco ed amico fuori della scuola.
Ricordo con tanto affetto Luigi Compasso, " O  zione", tutte le mattine appena scendevamo dal treno a Formia, incominciava la cerca per accocchiare 25 Lire per comprarsi il Corriere dello Sport.
L'ultimo anno, il giovedi, le ultime due ore avevamo Elettrotecnica , prof. Tammburrino, l'ora prima avevamo educazione fisica, perciò stavamo fuori dalla scuola, un giovedi, prima che finisse l'ora di educazione fisica, si sparse la voce che il prof. non sarebbe venuto, l'ora di educazione fisica finiva alle 13,30, noi avevamo il primo treno per tornare a casa, sia noi di Cellole, ma anche quelli di Scauri, e di corsa alla stazione per andare a casa.  
Il giorno dopo, entriamo nell'istituto e ci aspettava il vice preside, il nostro prof di italiano, Napolitano, man mano che entravamo ci chiamava per nome e ci chiedeva se avevamo la giustificazione, era successo che: il giorno prima, tutti quelli che non erano di Formia, eravamo andati via, ma il resto, 7 o 8 ,non ricordo bene, erano rimasti davanti alla scuola, il prof, che non doveva venire, si è presentato, ha racimolato i presenti ed è entrato nell'istituto, ha fatto l'appello e ci ha messo assenti  sul registro.
Noi, non l'avevamo, " ritornate domani accompagnati da un genitore" siamo usciti fuori, era Aprile, tutti al mare, ce ne siamo andati al porto vecchio a fare il bagno, alle 2 al treno e casa.
Il giorno dopo, è successa la stessa cosa, giustifica, no , rtornate domani, porto vecchio bagno.
Il terzo giorno " avete la giustifica? " no, entrate in classe.
In quegli anni, lescuole finivano alla metà di maggio, e noi dalla metà di aprile, qundo uscivamo alle 2e mezza e il treno lo avevamo alle 5, quasi tutti i giorni facevamo il bagno a mare.
Stavo per tralasciare le mie estate. Maggio-agosto.
54,55,56,57, costruivamo una baracca di legno al mare, sulla spiaggia, a ridosso della pineta, sul lato sinistro, andando adesso al mare di Cellole "maretico" e ci stavamo notte e giorno per due mesi. Dal 29 giugno alla fine di agosto, mio padre era capo squadra manovali nelle Ferrovie dello Stato al magazzino approviggianamenti di Napoli Poggioreale, ed oltre al mese di ferie che gli sprettava si faceva qualche settimana di malattia e il resto , la mattina alle 5 con la bicicletta, mare-stazione FS e andava a lavorare a Napoli, la sera tornava alle 6,30 Stazione-mare con la bici. Pensa che la mattina da mare verso la stazione, c'era il vento di terra, cioè soffiava in senso contrario al senso di marcia di mio padre, e la sera era la stessa cosa, perchè nel pomeriggio il vento cambiava direzione,non più dalla terra, ma soffiava dal mare, sempre contro.
Erano anche gli anni che bene o male, per quello che potevamo, cercavamo di lavorare anche la terra, sopratutto mia madre ed io che ero il più grande. Avevamo due mogge a pantano e due mogge agli schiavi, e la corte,dove c'era l'uva per il vino, e "ri scuotti"-con tante querce secolari, la prima  cosa che fece mia madre fu quella di far scavare e fare legna per il fuoco, di tutte quelle che erano ad ovest del pezzo di terra, cioè verso il mare. Erano quattro o cinque, e il lavoro , come spaccalegna, fu affidato a "zi ntonio delle purcelle" era  chiamato così perchè quando non aveva lavoro , pascolava i maiali, dove adesso c'è la chiesa di S.S.Vito e Marco. I tronchi li abbiamo segati a mano io e lui, con una sega enorme che tiravamo io da una parte e lui dall'altra, non mi ricordo quanti giorni è durato il tutto, ma ricordo benissimo che fumava il trincioato forte con le cartine ed io ne ho fumate abbastanza insieme a lui, nei pochi momenti di pausa.
A pantano, ricordo  una notte a scavare i fagioli e poi il giorno dopo a "scognarli" era l'epoca d'oro dei fagioli che a quei tempi si vendevano 300 lire al kilo, io li rubavo a mia madre che li teneva in un sacco riposti  per maqngiarli, e li vendevo al mio prof, di religione che ogni tanto me li chiedeva.
Era l'epoca  di vico fagioli, un'intera strada alla sinistra del cavalcavia fatto interamente quegli anni coi fagioli.Agli schiavi, avevamo la terra confinante con quella di zio Luigi Passero, e lui in collaborazione con un vivaio di Napoli piantava un sacco di fiori, dai quali si ricavava il seme che il vivaio ritirava, dovevamo portarlo noi a Napoli, e dopo la cernita e la pesa ci veniva pagato. Io ci andavo con la bicicletta, agli schiavi, quasi tutti i giorni, d'estate, prima per annaffiare e poi per raccogliere il seme.
Alla corte, è un pezzo di terra molto piccolo dietro la villa mimosa, di zio Antimo Fusciello, è una striscia di terra larga 15 metri e lunga 70 metri, tutta la striscia, dalla strada alla fine. Ed era di proprietà del bisnonno Giuseppe che alla sua morte la divise in 7 parti per sette figli. Zio Antimo si comprò altre due porzioni e ci costrui la villa, le altre rimasero a coltura, e mio padre pensò di metterci la vigna di uva moscato. Fece venire da Napoli, dal magazzino dove lavorava per le FF.SS. Senza pagare ninte dei pali in cemento dismessi dalle ferrovie lunghi 4 metri ed io dovetti dividerli a metà , con martello e scalpello, uno ad uno, lui faceva i buchi ,con la vanga nel terreno ed io aiutavo a metterceli dentro e fermarli, lavoraccio. Vendemmiavamo, però il vino non era granchè, perchè mia madre doveva per forza coltivare nei filari  fagiolini, peperoni e tutto quello che andava annaffiato, il che non era molto indicato per l'uva, finiva che mangiavamo qualche verdura, ma il vino non era dei migliori, è un eufemismo.
  
Finita la scuola, maggio 58, a gennaio del 60 ho incomiciato a lavorare alla SESSA plastica, una fabbrica di materie plastiche che stava sulla domiziana al km 1 poco dopo del  Motel  Agip. Adesso un rudere e con il ponte nuovo che sovrasta il Garigliano anche la pompa di benzina ha perso tutto il traffico che aveva fino a 40 anni fa.
Il mio primo lavoro,apprendista, 915 lire al giorno fino al 19° anno di eta. Facevamo gli accenditori, quel marchingegno che mettono sopra le mine anticarro per la detonazione, era un repartino  chiuso nel capannone principale, una specie di casetta con le pareti ma senza soffitto dove intorno alle pareti, pieni di banchi, ci lavoravamo 7 persone, 5 donne e 2 uomini, io e un milanese  chiamato Achille, sposato nche abitava nella stessa fabbrica e faceva anche da guardiano. Erano gli anni della prima fidanzata, di Sessa e tutte le domeniche si andava al cinema  Corso a Sessa. Finiti gli accenditori andai a fare le lastre in resina con una macchina semiautomatica che, quando funzionava le sfornava che era un piacere, erano i tempi di Tonino Iovino, Guido di Leone, Angelo Trotta. Bernardi Sante, Viliano Sciarretta ed altri che non ricordo i nomi.
Dopo la macchina per le lastre,sono andato al reparto bottoni, un reparto dove si facevano le rondelle,di tutte le dimensioni, per fare i bottoni. Mimi Matano, prima ed io dopo , lo abbiamo gestito fino alla chiusura della fabbrica, Delia Del Mastro, Maria Ricciardo,Mario Del Mastro. Giacomo Vernucci, Liberio Passaretti  ed io, gli ultimi a portare avanti il reparto, molto ridimensionato dopo un incendio che aveva devastato il vecchio reparto dove si lavorava su due turni ed ogni turno erano 5  persone, mi è capitato molte volte di dover essere presente a tutti e due i turni, dalle 7,00 alle 23,00.
Era il 1964 e, come si può facilmente dedurre, ci siamo fidanzati io e Maria ed il 1966 ci siamo sposati.
Appena sposati. Maria è stata licenziata dalla fabbrica, io ho continuato fino alla fine del 1967, ed abbiamo rilevato il negozio di giornali che gestiva mio padre, e Maria era quella che lo gestiva,  il negozio era intestato a me,e cercavamo di tirare avanti alla meglio, abitavamo, appena sposati alla Villa Mimosa, una domenica eravamo usciti con una coppia di amici, a al ritorno, per poco non trovavamo i ladri dentro casa, abbiamo deciso, insieme a mio padre di comprare la casa del Cav. Vito Freda che sta poco distante da quella di mio padre.Sono nate là sia Lucia che Concetta, Nel frattempo la mia amicizia con Lorenzo Montecuollo, mi aveva dato accesso alla Manuli di Castelforte, una fabbrica di nastri adesivi, complice la sua ragazza, che era la segretaria del direttore, fui assunto. E nella quale ho lavorato fino al luglio del 1970.
Nel frattempo era successo: 1969 avevamo aperto una fabbrica di bottoni, io e i miei fratelli,
                                            21/4/1970 sciopero per Cellole comune, mandati di cattura per me e Michele, Mattia parte militare, in Sardegna.
La fabbrica, le cambiali da pagare e io e Michele latitanti fino a novembre del 70, alla fine della causa, Papà e Maria hanno fatto tutto quello che potevano ma alla fine, uno stronzo, riepilogo il fatto per meglio definire il tutto.
Giovanni Iovino, geometra di Cellole, sapendo che noi stavamo facendo la fabbrichetta, mi invitò a consultare dei suoi colleghi di Napoli che facevano delle pratiche per la Cassa per il Mezzogiorno,allora era un ente che sovvenzionava chi voleva fare qualche cosa, e ci andammo a parlare, rimanendo d'accordo che loro facevano tutto, pratiche,progetto, e tutto quello che occorreva per la domanda di sovvenzione, e a sovvenzione avvenuta loro percepivano quanto gli spettava.  
Questi signori (s minuscola) di Napoli, appena seppero che navigavamo in cattive acque mi fecero istanza di fallimento e denunziarono per bancarotta fraudolenta, causa fatta e constatato che il fatto non sussisteva, ma intanto andò tutto in malora.
Complice  lo sciopero del 21 aprile per il quale le conseguenze furono devastanti (www.cellole-ce.it ) a settembre del 1972  io, Michele e Mattia, andammo a lavorare in Germania con una ditta italiana che lavorava per la Snam, noi facevamo gli scavi e la Snam posava i tubi che trasportavano il gas, dalla Russia a mezza Europa, compresa l'Italia. Tutti i mesi mandavamo i soldi a Cellole a papà per pagare i debiti che scadevano, ci siamo rimasti un anno, a Pasqua del 1973 ho portato anche Maria. Lucia e Concetta in Germania. siamo stati fino a settembre, poi siamo tornati a casa ed io sono andato a lavorare a Campalto, vicino Mestre con una ditta che faceva dei lavori speciali per l'edilizia.
  
Il lavoro consisteva nel prosciugare lo scavo, o il posto dove fare le fondamenta, con delle punte da due pollici con un filtro all'estremità, questo filtro si infiggeva nel terreno con una pompa ad alta pressione, una volta fatta la fila, o delimitata la zona ,con queste pune, le stesse, una ad una, venivano collegate ad una pompa che aspirava acqua da queste punte e veniva scaricata molto lontano, se era uno scavo lineare, serviva per la posa dei suddetti tubi per il gas, e questo è quello che abbiamo fatto appena che siamo arrivati in Germania io e i miei fratelli, anche con Elio Passero, Vincenzo Di GregorioVittorio Montecuollo, Di Lorenzo.A Campalto sono stato fino a gennaio, poi per la suddetta ditta, che non mi ricordo più come si chiamava, sono andato in trasferta alla ILVA di Taranto, tre mesi a Taranto e i primi di aprile a Parma, alla stazione ferroviaria a spedire i vagoni con tutto quello che serviva per il lavoro  che si doveva fare in Iraq, escavatori, camion, ruspe ecc.
La fine di maggio Iraq.
Ricordo tante cose, dell'Iraq, dai primi giorni cheper passare un'ora ci voleva una giornata, una lettera dall'Italia ci metteva un mese. Comunque anche questo è  ormai un  ricordo, insieme alle tante altre cose,
Abbiamo iniziato l'oleodotto, un 42 pollici, a Rumaila, confine nord del Quait, ed io mi sono fermato a Karbale, ma l'oleodotto è arrivato ad Haditha a nord di Bagdad-
Insieme a questo, in parallelo, viaggiava un gasdotto da 18 pollici che serviva a portare il gas per il funzionamento delle torri radio, 7, lungo tutta la linea, e le stazioni di pompaggio mi pare fossero 3.
Lo stesso lavoro che abbiamo fatto in Germania, si apriva una pista larga 10 metri si facevo uno scavo profondo 2 metri, si posava il tubo e si ricopriva. In Germania si procedeva 200 metri al giorno, l'ultimo pezzo che abbiamo fatto noi a Offenburg, una quarantina di Km. Ci abbiamo messo 9 mesi.
In Iraq era un pò diverso, da contratto 365 giorni 760 Km di oleodotto funzionante, cioè 2 Km. Al giorno, di pista, di scavo, di posa.
Da Bassora, fino a  Najaf era tutta roccia, si riusciva a scavare , togliere, 50 cm di sabbia e sotto tutta roccia, io avevo 10 escavatori, Laltesi 120, con montati dei martelli idraulici Montabert con delle punte in acciaio che pesavano quasi 60 Kg.e lunghe 70 cm. Se ne consumavano talmente tante che tutti quelli che partivano dall'Italia per venire in Iraq a lavorare dovevan portare un di quelle punte come bagaglio a mano, e fino alla palude di Najaf, quasi 400 km.2 km al giorno di demolizione roccia, abbiamo anche provato con la dinamite, ma non c'era niente da fare, ci volevano solo i miei martelli. Dalla palude, il terreno è cambiato e si scavava normale ed io non
sono servito più per la demolizione roccia ma dall'inizio della palude assistevo solo io a tutti i lavori di preparazione e dopo posa dei tubi, dagli arabi per la preparazione del letto di posa al prosciugamento dello scavo, alla posa dei cavalieri, dei blocchi di cemento che venivano messi sul tubo per non farlo galleggiare nella palude, visto che di terra sopra ce ne andava ben poca, ed ero anche il referente per la direzione della controparte, cioè dovevo provvedere a che il lavoro venisse fatto a regola d'arte.  
  
Abitavo a Karbala, e la mensa la gestiva un parmigiano che conoscevo dalla Germania, Luigi Bruni
e datosi che dall'embankement della palude non era molto lontano, a mezzogiorno andavo a mamgiare alla mensa e stavamo io e Bruni, ci siamo mangiati due pezze di Gorgonzola che anche se stavano in frigo si era seccato e fino ache non è finito ne mangiavamo due fette al giorno.
Nel frattempo mi era venuta l'appendicite, sono andato a Bagdad per venire a casa, ma era troppo pericoloso, per me, rischio di peritonite, mi hanno operato a Bagdad in una clinica privata, sono andato sul tavolo operatorio, e due medici, mi hanno fatto una siringa e mi sono svegliato la mattina dopo, senza un dolore e solo col cerotto sulla ferita, mi hanno dato da mangiare, la colazione , latte caffè e biscotti e marmellata, io pensavo che non si potesse mangiare ed ho bevuto solo un poco di latte, alzato e andato in bagno, dopo una settimana , valigia e aereo e a casa.
Dopo 20 giorni sono rientrato in Iraq e mi hanno mandato a Nassiriya  a guardare un D9 caterpillar che faceva la montagna di sabbia sull'oleodotto, è durata poco e sono rientrato in Italia.
Fine 1975, abbiamo finito di sistemare casa a ri scuotti, e nel frattempo abbiamo rilevato un negozio di giornali, filiale di Michele, al centro di Baia Domizia, ad aprile del '76 ho incominciato a lavorare per una ditta che gestiva tutti i supermercati di Baia Domizia. Prima pulendo per aprire il supermercato a baia Murena e poi portando il latte a tutti i supermercati, è durato fino  alla fine di agosto, a novembre altra sortita in Algeria, insieme a Cenzo Di Leone, fino a gennaio '77, a marzo dello stesso anno ho incominciato a lavorare per la Provera & Carrassi, una ditta di Roma che aveva vinto un appalto con il CAB, consorzio di bonifica aurunco, per la costruzione di cento Km, di rete irrigua con tubi in eternit completa di serbatoio e di stazione di pompaggio per riempire lo stesso, che poi per caduta viene distribuita a tutto l'impianto irriguo, che va da San Castrese, Fasani, Cellole, Piedimonte. L'impianto è ancora funzionante.
Ho incominciato con badile e piccone  a  coprire i tubi parzialment per poterli sottoporre a collaudo mprima di interrarli completamente un paio di mesi, poi io e Erminio Fusciello siamo stati incaricati del collaudo delle condotte, che consisteva nel riempire d'acqua un tratto delimitato di condotta, metterlo in pressione, 10 bar, e aspettare che la pressione non calassem segno di eventuale perdita.
Abbiamo finito il cantiere qua e ne abbiamo incominciato un'altro a Sabaudia a fare le stesse cose, solo che a Sabaudia ero Capo Squadra con una macchina in dotazione ed una squadra di operai da far lavorare. Abbiamo fatto un bel lavoro, ho conosciuto brave persone, che ci hanno ospitato da loro e noi li abbiamo ospitati a Cellole, parlo di Luigi Subiaco, il cognato che adesso non ricordo il nome, il prprietario degli escavatori, Ciccio Massaro ed il fratello, di Casal di Principe, il capo cantiere il Geometra, diplomato a Termoli, Ugo Consolo, l'ing, Blasetti,  è la stessa squadra che da Sessa è poi sbarcata a Termoli, compreso Armando Mirra, Ruggiero Bavoso, ed altri, Sammartino è ritornato in Sardegna dove aveva le figlie sposate.

A Termoli l'appalto era di 300 km, di condotte, 10 vasche di contenimento acqua, una stazione di sollevamento. A Termoli siamo stati 5 anni, fino a giugno dell'85. Questo periodo merita una considerazione a parte, anche perchè ero stato equiparato a i vecchi assistenti, 400 mila lire al mese di nero, stipendio da Capo squadra, casa, e luce pagata, macchina a disposizione per lavoro e per andare e venire da Cellole, benzina e macchina aziendale. Con la quale facevo 80.000 km l'anno.  
Voglio fare una considerazione, forse di dovere, o non so perchè, non posso scriverla al posto giusto, perchè non sarebba più ripresa.

Alla Sessa SpA ho incominciato come apprendista a 945 lire al giorno, al 21° anno mi hanno promosso operaio, dopo un anno, con la macchina per gli ondulati facevo il capo squadra, ed a fare i bottoni ero il quasi capo reparto, insieme a Mimi Matano, dopo ero io il capo, che è continuato fino alla fine del reparto.Dopo questo sono approdato alla Manuli di Castelforte, operaio di ultima categoria, dopo sei mesi Equiparato, (agli impiegati) e stipendio da impiegato.
Dopo i bottoni, e poi la Germania, pala e piccone 4 mesi poi capo squadra e pulmino per portare gli operai che rimaneva a me anche il sabato e la domenica.
Con la stessa ditta in Iraq  come assistente, allora lo stipindio in Italia era di 120.000 lire al mese, una 127 costava 2 milioni, lo stipendio mio che arrivava a casa a papà era dalle 800.000 lire alle 900.000 lire al mese.
Dopo a Baia Domizia, poi in Algeria, poi Provera & Carrassi, fino a Termoli, poi distribuzione giornali con Michele e dall'87   A&C SnC di Spano Filomena a fare i cablaggi per una ditta di Caserta, che lavorava per IBM, Alitec, Olivetti, ed altre, eravamo agli albori dei computer e servivano cablaggi per assemblare . Fino al 1998, dicembre 1999 pensione.  

Termoli, più che Termoli, era la sede del consorzio di bonifica,il lavoro si è svolta  nelle campagne di Nuova Cliternia, dove abitavo io, Consolo a Campomarino, di Portocannone e San Martino in Pensilis, questo riguardava il 70% dei lavori, l'altro 30% tra Guglionesi e Petacciato.
Il lavoro consisteva nella costruzione di 7 vasche di distribuzione, un impianto di sollevamento con una vasca di accumolo, e le relative condotte di distribuzione dell'acqua tramite tubi in PVC dei diametri da 630 a 120 mm. Dall'altra parte le vasche erano 3 e la relativa rete di distribuzione.
Sono stati cinque anni bellissimi ed abbiamo potuto fare tante cose, da sistemare la casa a Cellole, scuotti, per poterci abitare come stiamo adesso, e tante altre cose. I primi tempi, andavamo quasi tutti i sabato mattina  a Cellole e tornavamo a Nuova Cliternia la domenica pomeriggio, Poi poco a poco ci andavamo solo quando c'era qualcosa dq fare o per andare a casa dei miei, è da sootlineare che il 1982 è morto mio padre,  perciò in quell'anno andavamo a Cellole quasi tutti i sabto e domenica, poi si è ammalata mia madre ed è stata un sacco di tempo all'ospedale a Cassinon e ricordo le poche volte che quando avevo un po di tempo sul lavoro, partivo da Petecciato e andavo a Cassino facevo visita a mamma e ritornavo al lavoro.Anche lei ci ha lasciato nell' 85.




Dovrebba essere il prologo, spero di finirlo.      
Su invito, dopo visita del Dott. Di Caterino a casa, di ricovero per accertamenti presso la clinica Padre Pio di mondragone, dove il dott. lavora,  
Venerdigiovedi,17/09/2020 sono andato a fare il tampone per il covid.19, negativo,  
il 21 /09/2020 ricovero presso la clinica, accertamenti di tutti i tipi, il 25/09  TAC Total Body PPIO che al dott. non piace affatto, si adopera con tutti i mezzi e le conoscenze per un ulteriore accertamento presso il Monaldi di Napoli. Dimesso il 25/09/2020 dalla clinica Padre Pio di Mondragone, in attesa di chiamata dal Monaldi.
Venerdi 09/10/2020 alle ore 17,00 centro Tamponi del Monaldi, negativo.
Lunedi 12/10/2020 ricovero per Agoaspirato al polmone sx, che mi fanno il martedi successivo, mercoledi PET, giovedi risultatl PET e
venerdi 16/10/2020 dimesso, in attesa dei risultati dell'agoaspirato.
Mercoledi, 28/10/2020 Monaldi, risultati dell'agoaspirato:CARCINOMA SQUAMOSO   AL LOBO SUPERIORE DEL POLMONE SINISTRO-
27/10/2020 Consulenza del Chirurgo Toracico: ca squamoso del polmone snt.Resecabile chirurgicamente.Da valutare però la funzionalità respiratoria.
11/11/2020 Richiesta Tampone laringoesofageo domani dalle 14.30 alle 16.30 ospedale Monaldi
12/11/2020  Tampone effettuato.
Lunedi 16/11/2020  ospedale Monaldi ore 8, Day Surgery per la prova di sforzo , se possono operarmi o no.  
Giovedi 19/11/2020  consegnate al Monaldi Dott. Apostolico le carte del Day Surgery con  in più il Color doppler cardiaco  fatto a Mondragone il 16, al ritorno  da Napoli.
Venerdiu 20 /11/2020 inizio tarapia omeopatica Dott  Zampredi, ( consigliato per almeno 6 mesi)
Venerdi 04/12/2020 Telefonato al Dott- Piantedosi, pneumooncologo del Monaldi , consigliato da Apostolici, appuntamento Mercoledi alle 12,30 al Monaldi.
Mercoledi 09/12/2020 consulto con dottsa Vitiello e dott. Piantedosi,  si richiede: tac total body e visita Radioterapista.
Mercoledi 09/12/2020 Prenotata visita radioterapista  Aktis Marano di Napoli  per lunedi 14/12/2020 alle ore 11
Il 15/12/2020 visita a Marano di Na dal dott. Nicolucci ( amico di Di Caterino)-
Il 04/01/2021 TC TORACE E ADDOME COMPLETO, SENZA E CON MDC, portata a Nicolucci e deciso per fare la radioterapia.
Il 14/01/2021  il dott. Nicolucci  procedeva per 15 sedute di radioterapia,  all'Aktis di Marano, per 15 giorni alle ore 16,40 iniziale il 19/01/2021 e terminate il 8/02/2021.
Il 11/02/2021 dall'oncologo ( staff Piantedosi ospedale Monaldi pneumoncologia. ) dott. Rocco, richiesta di tac e pet a 45 guirni dalla fine della radioterapia, 23 /03/2021.
 18 FDG PET/TC con MDC da prenotare.
Portarla il 20/04/2021 alla visita di controllo dal dott Nicolucci, visita già prenotata.
10/04/2021 Aktis Marano il Dott. è rimasto fuori dai panni, il cancro da 34,72 cm è sceso a 14,6 cm. e mi ha rimandato per un'altro controllo fra tre mesi facendoun'altra  18FDCPET/TC con MDC..
Il 22/04/2021 è mvenuto a nche a cas il Dott,. Di Caterino, lo pneumologo, mi ha visitato e fatta una Spirometrianon stava nei panni per la mia ottima condizione di salute, si fa per dire, Addirittura mi ha trovato la spirometria migliore di quella fatta al Monaldi nell'ottobre 2020.
Tra tutte queste cosine ufficiali, devo anche menzionare che dal 20/11/2020 sto assumendo degli integratori alle erbe del Dott. Zampredi di Brescia, costano una barca di soldi, che fortunatamente possiamo permetterci, e da quando prendo questi mi sento molto meglio, fisicamente mi ha regolarizzato tutto. e non ho alcuna difficoltà ad assumerle, e penso che, anche la radioterapia avrà fatto il suo, ma quello che sta portando avanti il tutto , sia a livello di polmoni che per quandp riguarda il cancro. sono proprio questi integratori. Non vorrei illudermi più di tanto, ma sembra che stia andando tutto per il verso giusto, se non fosse che il mio polmone destro è completamente inerte e che solo il sinistro, tra parentesi dove sta la bolla con il cancro, funziona al 50%, ma fortunatamente pare che si stia ripigliando, non so come, non so perchè ma io mi sento meglio, le analisi sembra chesiano sempre meglio di quelle prima, speriamo che « ma quello stava cosi bene!!!!»
Per  l'immediato  1l 31 devo andare a fare il Day Hospital a Pineta Grande per la cataratta all'occhio sx, il 4/6/2021 il tampone e il 7/6/2021 mi operano. Senon cambia niente. Oggi ho ricevuto anche la telefonata di quelli del Vaccino anticovid e mi hanno detto chi mi faranno sapere quando vengono a farlo.
Sono oltremodo contento perchè ho mandato dei biscottini a Giacomo ,EIRE, e li ha ricevuti
Le cataratte fatte e gli occhi vanno alla grande, sto un po incasinato, è il 09/10/2021 e stasera festeggiammo il mio compleanno del 7, logicamente, non abbiamo potuto farlo il 7, peché la mattina ho fatto la Pet con mdc nucleare, e Giulia non poteva starmi vicino, adesso sono le 18,00 e sono successe tante cose in questa settimana che non so da dove cominciare, la prima cosa che mi vieni in mente è che questo che sto scrivendo non lo leggerà nessuno e non importerà a nessuno,comunque io non ho niente da fare e mi diverto a scrivere queste cretinate.
Il 27/09/2021 sono andato dall'oncologo al Monaldi, come consigliatomi da Di Caterino e da Nicolucci, questa mi ha detto di fare una Pet con mdc (07/10/2021) e confrontarla con quella precedente, se risulta qualche cosa che non va farla vedere al Radioterapista (20/10/2021), se il radioterapista può intervenire con la radioterapia bene, altrimenti il 08/11/2021 ritorno dall'oncologo e vedranno loro se possono fare qualche tipo di chemioterapia.
Nel frattempo ho sospeso tutta l'omeopatia del Dott. Zampredi, perchè erano risultati dei valori sballati per il fegato, l'8/10/2021 ho rifatto tutte le analisi e aspettiamo i risultati per vedere.
il 15/10/2021 vado alla periodica visita dal cardiologo ( Di Meo )
Sono anche successe delle cose Bellissime che hanno riempito il cuore di gioia, il 02/10/2021 da Termoli sono venute Concetta Paola e Antonietta e ci hanno fatto una sorpresa bellissima, erano  piu di 4 anni che non le vedevamo.
Oggi 09/10/2021 sono venuti da Termoli due ragazzi che hanno lavorato con me , durante i cinque anni di lavoro a Termoli, ed eravamo, anche se molto sporadicamente in contatto, non ci vedevamo da 36 anni, e mi hanno fatto un'altra sorpresa bellissima.
Dulcis in fundu dicevano i latini, forse non come l'ho scritto io, ogni tanto mi esce sul PC della camera da letto la foto del mio matrimonio con gli invitati, e fra questi c'è Viliano Sciarretta di lauro di sessa a. per il quale mi sono impegnato diverse volte a cercarlo FB.WA ma stasera forse sono riuscito a trovarlo, almeno ho parlato con il figlio e mi ha detto che gli dava il mio numero di telefono e mi faceva chiamare.
Morale alto, salute senza particolari rilievi, mi sento bene tutto procede alla grande.
Ringraziamo Dio.

SE IL SIGNORE mi accompagna spero di finire questo scritto.

Luigi Fusciello in rete dal 24/05/2002.
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