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Storia di Cellole > Un Cellolese Racconta

PELLEGRINAGGIO ANTICO  AL SANTUARIO DELLA CIVITA
   
Racconto del pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Civita, Itri, (LT) negli anni 1920-30
Prof Domenico Girone

Il pellegrinaggio al Santuario della Civita è molto vecchio. Il racconto parla del periodo degli anni 1920-30 circa.
A quell’epoca si andava con i carretti (traìni) tirati dai cavalli. Solo con i cavalli si poteva affrontare il viaggio lungo e faticoso come il salire la strada che porta al Santuario.
E’ la raccomandazione che l’anziano fa specificando che solo con i cavalli si poteva andare al Santuario.
A Cellole ci stavano persone che avevano il cavallo e chi lo aveva viveva in modo più agiato rispetto agli altri. Era sinonimo di maggiore benessere. Il cavallo era fonte di guadagno per la persona. Era molto richiesto per tanti casi. Alcuni dei casi fondamentali era per fare i solchi nel terreno arato.
Quindi anche nel caso del racconto,si affittava il cavallo ed il carretto sul quale si adagiava la famiglia e vi si metteva l’occorrente per il viaggio. Si partiva di notte e ci si organizzava per dormire al Santuario. La data fissa che si andava alla Civita era il 8 Settembre giorno della Madonna. Le famiglie si riunivano in gruppi.
Ritornando al viaggio con i cavalli,in tanti casi, in alcuni punti della strada bisognava scendere dal carretto e spingerlo perché l’animale non ce la faceva. Per cui le persone si lamentavano dicendo: “Aggio ùta pavà ru cavaglio e pure àggio ùta uttà per ru fa camminà” (Ho dovuto pagare il cavallo e pure ho dovuto spingere per farlo camminare). Quando si arrivava ci si organizzava per trascorrere il tempo che dovevano rimanere. Ci stava qualcuno che aveva la tenda militare,non troppo grande (residuato della prima guerra mondiale) ma sufficiente per potersi riparare,anche stando un po stretti però buona parte avevano gli ombrelli grandi e robusti che,appoggiati a terra, sembravano capanna. Venivano chiamati “Rumbrìegli de ri pecuràri” (Gli ombrelli dei pecorari).
Dice l’anziano: “Manco a tempèra ce faceva niente” (1) (Nemmeno la tempesta ci faceva niente).

(1) N.B. La “tempèra” nel gergo popolare voleva assomigliare sia alla tempesta sia ad un uragano. Il paragone nasce dal modo di esprimere la parola. Dire:
“chesta è na tempèra” (Questa è una tempesta) voleva riferirsi alla semplice tempesta di acqua e vento. Allo stato normale,abituale.
“Manco a tempèra ce faceva niente” (Nemmeno la tempesta ci faceva niente) faceva in questo modo un paragone di forza tra la sua tenda e un uragano. Come dire :”Nemmeno un uragano ci faceva niente”. Quindi si riponeva fiducia alla forza della tenda, in modo inverosimile,a quella dell’uragano. Per cui è un modo di dire.
Dopo ascoltato la S Messa, si mangiava e si faceva festa. Si intrattenevano con canti e balli.
Il viaggio,compreso la permanenza al Santuario, durava due giorni.

Spinto dalla curiosità viene posta la domanda, espressa in dialetto:
“N’avevate paura a sta suli e cu ru male tiempo?” (Non avevate paura a stare soli e col cattivo tempo?)

L’anziano risponde:
“Figlio mio,quanno stavammo pe rento Pantano,allagato cumme stéva, n’ce avàmma fa a ccuraggio? E chiglio (il pantano) faceva chiù paura! A sta pe miezo a chelle canne che nun sapivi chi poteva ascì. Sapémmo nui e Dio cumm’era. Pe te fa capì cumme stavammo te rico che a Pantano, a zona e “ri Fràssi” (2) s’annascugnéva (a ri tiempi suoi) ru brigante Tommasino. Figurate che posto che era”
(traduzione: Figlio mio,quando stavamo per dentro Pantano,allagato come stava, non ci dovevamo fare coraggio? E quello (il Pantano) faceva più paura! A stare in mezzo a quelle canne che non sapevi chi poteva uscire. Sappiamo noi e Dio com’era. Per farti capire come stavamo ti dico che a Pantano,la zona dei “Frassi” si nascondeva (ai tempi suoi) il brigante Tommasino. Figurati che posto che era).

Raccolta delle canne 1930-35



        
(2) “ri Fràssi” si trova entrando “A òcca e Pantano” alla “Bocca di Pantano” (Non si dice come è stato fatto scrivere “Le bocche di Pantano” perché l’entrata a Pantano è una sola e non due o tre. Sarebbe l’entrata sulla Domiziana dove sta il cartellone Baia Domizia e che è la strada che porta a Baia Domizia Centro,al distributore di benzina.
Per fare idea della zona di Pantano vedi la cartina disegnata personalmente: 3 “Pantano Cartina topografica”) prima del canale “Trentapalmi” (il canale maggiore che attraversa tutto il Pantano) sul lato sinistro ed inoltrandosi in direzione verso Mondragone, è la zona chiamata “ri Fràssi”. Si chiama cosi perché la zona era piena di alberi di “Frassino”

















3 PANTANO E PINETA
Disegno di
Prof.Domenico Girone


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     Lato Mondragone                                                                                                    lato Gaeta
pineta di Cellole    pineta di Cellole   pineta di Cellole

               Fontanavecchia
 
strada  che costeggia tutto il canale Trentapalmi lato mare

Canale Trentapalmi       Garigliano
Strada che costeggia tutto il canale Trentapalmi lato Cellole          
Rist.La Carbonara                   P A N T A N O          
                  strada di campagna
strada di campagna                      Strada di campagna     
chiesa e parco di
S.Vito
     Napoli                           SSDomiziana  A Occa e Pantano                           Roma
    (l’entrata a Pantano)
                                   (e non “Le bocche di Pantano”)   
     


Cellole

Termina cosi il racconto di un momento di fede sopportata con grande sacrificio da un popolo che dall’amore alla Madonna ha attinto la forza necessaria per portare avanti la propria vita e mantenere alto il morale a credere a Dio.

FINE



  
   Pellegrinaggio moderno alla Civita dal 1950 circa

  (Comunemente viene detto:”Iàmmo a Civita a pìeri”)

    Racconto a cura di

    Prof. DOMENICO  GIRONE
    = = = = = = = = = = = = = = =




Argomenti
Il secondo dopo guerra
Giorno 7 Settembre La partenza del quadro e della compagnia
fotografie della partenza  
tappa alla chiesa di S.Vito sulla Domiziana
Centore
Dogana di Minturno
Scauri
Formia
Giorno 8 Settembre a Itri
Il sentiero
Al Santuario della Madonna della Civita
Verso altre destinazioni
Gli organizzatori della gita
Ancora continua il pellegrinaggio
Fotografie
canto Son dodici le stelle; Orazione alla Madonna

IL SECONDO DOPO GUERRA
Nel secondo dopo-guerra mondiale si comincia a formare la compagnia che partendo da Cellole va alla Civita a piedi. Con i pulman Petteruti di Sessa Aurunca e Riccitelli di Minturno ci si è organizzati in modo diverso per cui si andava anche nel mese di Luglio (facoltativo) e a Settembre (data fissa).
Nel mese di Luglio (il 21 Luglio è la Madonna della Civita) veniva a corrispondere la fine di un raccolto,principalmente quello del grano, per cui era periodo di riposo per i contadini. Quindi si organizzava il viaggio fino al Santuario però in giornata si faceva ritorno a casa.
Invece la data del giorno 8 Settembre, era fissa per cui la compagnia che andava a piedi partiva il giorno prima e si consumava poi la giornata andando a visitare altri posti,comunque religiosi.

Il quadro della Madonna della Civita è stato fatto fare negli anni 1960, circa, quando la devozione popolare alla Madonna era diventata realtà sotto la configurazione dell’andare a piedi.

L’utilizzo del mezzo moderno (pulman) ha permesso di accorciare la distanza,dando più comodità e di più poter continuare la giornata verso altre destinazioni soddisfacendo cosi il momento di “Fede” e l’occasione di una “gita”.
Ecco il racconto nelle varie tappe della compagnia durante il suo pellegrinaggio.

GIORNO 7 SETTEMBRE PARTENZA  DA  CELLOLE A PIEDI

Il giorno 7 Settembre,è una data fissa, si va in pellegrinaggio a piedi al Santuario della Madonna della Civita a Itri (LT). Esso parte dalla chiesa di San Vito,in Cellole,dopo che è stata celebrata la S. Messa a mezzogiorno. La “compagnia” (cosi chiamata quelli che vanno a piedi) porta “ ru quadro d’a Marònna d’a Civita”(il quadro della Madonna della Civita). Il quadro della Madonna è conservato presso la chiesa dei SS Marco e Vito.
Ognuno porta uno zaino, o borsa, nel quale vi mette qualcosa da mangiare ed una coperta per coprirsi quando arriveranno al Santuario, che sarà mattino presto.
Finita la S Messa il quadro esce dalla chiesa ed inizia il pellegrinaggio
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Pellegrinaggio del 2001
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Pellegrinaggio del 2006
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TAPPA  A  SAN  VITO  SULLA  DOMIZIANA

Quando parte la compagnia,tanta altra gente accompagna il quadro fino alla chiesetta di San Vito sulla Domiziana.
Si recita una piccola preghiera dopodichè ognuno ritorna in paese salutando il quadro. La compagnia si rimette cosi in cammino con lo stendardo della Madonna, avanti a tutti, intonando  canti mariani e litanie. La commozione è molto grande. La gente che non può andare a piedi,fa intravedere qualche lacrima quando il quadro comincia ad allontanarsi.

     CENTORE

Si ferma per un saluto al Signore alla chiesa di Centore per poi continuare il cammino. Il passo è veloce perché sanno che poi, con  la stanchezza, verrà rallentato. Attraversano il fiume Garigliano proseguendo per l’Appia.

   ALLA  DOGANA  DI  MINTURNO

Si arriva alla Dogana,bivio per Minturno.
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Qua si fermano un po di più permettendosi di mangiare,se pure velocemente, qualcosa e di riposarsi un poco. Nel frattempo però da Cellole, chi ha possibilità di avere un mezzo di trasporto,segue la compagnia. Può succedere che qualcuno può non farcela a camminare a piedi,o per malore,oppure qualcuno che vuole alleggerirsi dello zaino o borsa e l’appoggia sul mezzo di chi sta seguendo la compagnia. Questi con i mezzi, sapendo già le tappe, si fanno trovare sul posto.

Pellegrinaggio 2007 Armando Stabile sempre disponibile con la sua Ape a portare gli zaini.
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Dopo riposati,circa mezz’ora,si riprende di nuovo il cammino. I canti accompagnano sempre il cammino della compagnia. “All’inizio dei primi pellegrinaggi era d’obbligo che lo stendardo della Madonna lo portasse sempre una ragazza non sposata. Successivamente, per dare più valore alla pietà, fu stabilito che lo poteva portare anche la donna sposata o un uomo che nel suo cuore avesse dimostrato di fare un voto alla Madonna” Man mano che la compagnia cammina tanta altra gente,con lo stesso spirito di devozione,si unisce ed insieme affrontano il sacrificio di un pellegrinaggio lungo e faticoso comandato solo dall’amore per una fede che, col suo silenzio ma mistica presenza,rafforza gli animi di questa gente a voler ripercorrere il sentiero sulla montagna che la tradizione vuole abbia fatto la Madonna e andare a  salutarla nel suo Santuario.

SIMONELLI
Si attraversa Simonelli ma senza fare tappe.

     SCAURI

Si entra a Scauri e ci si ferma un poco,per un saluto,presso la chiesa di Scauri (quella all’inizio della salita).Si continua  a camminare lasciando il paese alle spalle. Il passo si affretta perché la prossima tappa sarà  arrivare alla villa comunale a Formia e si spera di arrivarci il più presto possibile per avere più tempo per riposarsi.

     FORMIA

Si arriva a Formia verso le ore 21,00 circa passando per la chiesa di S.Giovanni per un saluto e poi si prosegue per la villa comunale dove tutta la compagnia può riposare di più e mangiare qualcosa. E’ un momento bello perché da Cellole viene tanta altra gente,che non è potuta venire a piedi, ed insieme alla compagnia affrontano il resto della strada fino al Santuario della Civita.Verso le ore 22-23  circa ci si rimette in cammino. Fuori Formia vengono accese le candele per illuminare la strada e cantando si avviano verso Itri.

GIORNO  8  SETTEMBRE  A ITRI

Verso mezzanotte,anche più, si arriva a Itri. Qui la compagnia può mangiare e riposare. I primi anni la compagnia si adattava a dormire sotto il porticato della chiesa,fuori,dormendo avvolti nelle coperte per terra perché la chiesa era chiusa. Negli anni a seguire fu fatta trovare la chiesa aperta dove è stato possibile ripararsi dal freddo della notte. La stanchezza fa sentire alcuni lamenti per i piedi e le gambe e si provvede a massaggiarli.
Verso le ore 3:00 circa, del giorno 8 Settembre, la compagnia si rimette in cammino. Questa arriva all’inizio del sentiero ed aspetta i paesani che vengono da Cellole con i mezzi di trasporto perché, infatti, verso le cinque del mattino partono da Cellole con tanta altra gente.

     IL  SENTIERO

Si forma cosi una grande compagnia ed insieme affrontano il faticoso sentiero della montagna,che secondo la tradizione, la Madonna ha percorso. Man mano che si sale il sentiero ad un certo punto
cominciano ad incontrarsi le cappelle,che sarebbero luoghi in cui la Madonna ha riposato. Ad ogni cappella si recita una piccola preghiera.
N.B. nella cappella viene lanciato un sassolino per significare del passaggio avvenuto e lasciando qualcosa di se.

  AL  SANTUARIO  DELLA  MADONNA  DELLA  CIVITA

Si arriva al Santuario. La gente si accampa sotto le piante dormendo per terra e coprendosi con le coperte portate appresso. Quelli che sono arrivati con i mezzi, fanno trovare dei falò accesi in modo che possono riscaldarsi o magari anche dormire.
Verso le ore sei, del mattino,arriva altra gente. I religiosi del Santuario celebrano la prima Messa alla quale si vede tutta la popolazione cellolese venuta ad onorare e ad offrire il proprio cuore alla Madonna della Civita. Dopo la celebrazione si fa colazione,si provvede a comprare ricordi per se e per parenti ed amici. Prima di ripartire ci si trattiene un poco creando un momento di allegria con
canti,suoni e balli, grazie a qualcuno che si accompagna con qualche strumento musicale. Dopo, ogni pulman si mette in viaggio per proseguire la gita in altre località già stabilite.

Santuario della Civita 1967 Francesco  Girone (con l’armonica a bocca ed i tamburi) che trattiene la compagnia con allegria prima che i pulman partono per altre destinazioni.
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I pulman nel piazzale del Santuario
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Santuario della Madonna della Civita 7 Luglio 1964 Francesco Girone (con la chitarra e l’armonica a bocca) trattiene la compagnia in attesa di partire per altre destinazioni. Qualche anziana coglie subito l’occasione per ballare.

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VERSO ALTRE DESTINAZIONI


La giornata viene cosi consumata in gita: chi a Roma;chi a Nettuno al Santuario di S.Maria Goretti;chi a Tivoli alla Villa D’Este;chi a Montecassino, sono i posti più visitati in questa giornata.
La sera tardi si fa ritorno a Cellole.

   ORGANIZZATORI DELLA GITA ALLA CIVITA

A Cellole,circa due-tre mesi prima di Settembre,c’è, o ci sono,chi vuol fare il pulman per la Civita.
Ognuno che organizza la gita,stila un programma di posti da visitare nell’ambito della giornata del giorno 8 Settembre. Comprensibile che i prezzi sono diversi tra chi organizza la gita, perché è d’obbligo andare alla Civita ma per il prosieguo della giornata varia a seconda della distanza.
Quelli che vanno a piedi,ed hanno voglia di proseguire la gita con il pulman,si prenotano il posto  sul pulman.

   ANCORA CONTINUA IL PELLEGRINAGGIO

Attualmente ancora continua il pellegrinaggio a piedi. Sono tanti i giovani che aumentano. Forse in quel momento in ognuno dei tanti che vanno a piedi si accende una fiammella di fede che in altre circostanze diventa inutile sperare di vedere. Sarà forse il richiamo di una voce amorosa che riesce ad entrare nei nostri cuori e ci spinge, in questa data, ad andare a salutare la Mamma celeste. Fatto è che tutto il popolo ha fede e con fede si avvia al sacrificio di un lungo cammino a piedi fino alla casa del nostro Amore perché solo l’Amore fa fare tanto.



CANTI ALLA MADONNA

Oi Maronna mia nui siamo de partenza
Donaci la licenza e la benedizione.
Vo grazia,vo grazia,vo grazia Maria
Me ne vaco pe la via statti bona Maronna mia
Pe la via e pe la strada statti bona Maronna cara
RITORNELLO
Io mai me ne vaco se la grazia nun me fai
Reseluto e soddisfatto pe la grazia che m’hai fatto
RITORNELLO
Statti bona Maronna mia l’anno che vene torno a menine
Se nun ce veremmo cà ce veremmo all’eternità
RITORNELLO
Oi Maronna mia come stai risposta e bella
Rendo la tua cappella te venimmo a ritrovàne
Rit.Vo grazia,vo grazia,vo grazia Maria
Ce venimmo da lontano cu na longa compagnia
Pe ritrovare Maria la grazia n’adda fane
RITORNELLO
Ce venimmo a mezzanotte Maronna rapine le porte
Ca pigliammo la serena pe durmine nziema cu te
RITORNELLO
Ce venimmo reseluti pe grazia c’ammavuto
Reseluto e soddisfatto pe la grazia che n’hai fatto
RITORNELLO
Miezo a ste montagne l’ammo scoperta na cappella
Nobile e poverella tutta piena de bontà
RITORNELLO
Gente de sto paese popolo d’accattòrno
Correte notte e giorno la Vergina a pregà
RITORNELLO
Oi Maronna mia io povero me trovo
A te non manca modo de poterme aiutà
RITORNELLO
La tengo na mamma se chiama Maria
Ognuno la vorria na mamma accussì
RITORNELLO
SON  DODICI  LE  STELLE  

E una sono le stelle
Maria si incoronò.
Si mise la corona
e in cielo se ne andò.
Evviva Maria la bella Madonna
Regina del mondo la voglio chiamà,
Regina del mondo la voglio chiamà.
E due…….
E tre……..
quattro……
cinque…….
sei…………
sette………
otto……….
nove………
dieci………
undici……..
dodici……
ORAZIONE  ALLA  MADONNA


Maria Costantinopoli partì da gran signora.
Maria della Civita rifugio ai peccatori
Pe maro fu mbarcata rendo na cascia de cristallo
due mùonaci santi la ìvano accompagnà.
La messa stéva disposta ru popolo ce curréva
ce curréva senza fede e Maria se ne andò.
Se ne andò sola solélla ncoppa a na muntagnèlla
ncoppa na lucernèlla se messa aggabità.
La ce stéva nu giovane muto che baràva le vaccarèlle
Maria della Civita ri donà la favella.
Subito la novella pe la città se spànne.
Maria della Civita che belle grazie fai.



    
 FINE

Luigi Fusciello in rete dal 24/05/2002.
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