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Storia di Cellole > Un Cellolese Racconta

Francesco Girone (pittore)
Racconto biografico
a cura di  
Prof. DOMENICO  GIRONE

Francesco Girone nasce a Cellole il 1 Maggio 1927



Muore a Cellole il 15 Marzo 1987

INTRODUZIONE
Con questo racconto si vuole parlare di Francesco come “Pittore”. Per “Pittore” si intende,nel significato tradizionale locale,sia chi fa i “quadri” (disegna e colora ad olio o con varie tecniche) sia chi imbianca le case (imbianchino). Nel caso di Francesco sono tutte e due le cose. Infatti era pittore per l’uno e per l’altra cosa.

Piccola sintesi biografica su Francesco Girone
Francesco da piccolo ha sempre amato i disegni. Prendeva sempre spunto dal racconto di quando Giotto, disegnando una pecora su un sasso, fu visto dal grande Cimabue che lo portò ai più alti gradi della pittura. Per Francesco,purtroppo,non c’è stato un Cimabue. Ha sempre raccontato che doveva pascere i maiali; lavorare nei campi; lavorare al canale “Trentapalmi” per bonificare il “Pantano” ed è durante questo lavoro che un “Caporale”(quello che ha sotto di se un certo numero di operai) aggravandolo di lavoro gli fece spappolare l’ernia.
E’ riuscito a conseguire la Licenza di Quinta Elementare. Ha fatto gli studi ginnasiali ma senza sostenere l’esame finale.


Questo dimostra quanto amava studiare e quante erano le capacità che aveva. Ma per lui sono entrati altri aspetti nella vita (vedi le lotte politiche, le lotte per il Pantano,già subite dal padre e poi lui personalmente rappresentate dal carcere che ha subito con tante altre persone di Cellole). In carcere Francesco ha fatto gli studi ginnasiali ma non ha voluto rientrarvi nemmeno per sostenere l’esame finale. Diceva: “ Ne sono uscito e non voglio più oltrepassare la porta”. Quindi è rimasto solo con la quinta elementare. Questi fatti sono storie vere.
Ma ritornando a Francesco, c’era il lavoro prima di tutto. La famiglia doveva mangiare e non poteva certo dedicarsi a quanto gli piaceva tanto fare. Quando si faceva la gita al Santuario della Madonna della Civita a Itri LT (tutto il popolo è devoto) o si andava in altri posti, nelle chiese guardava sempre i lavori che stavano fatti perché gli piaceva arricchirsi di nuove conoscenze. Comprava qualche cartolina della chiesa per osservarne attentamente i lavori che raffigurava perché potessero essere di spunto per proprie iniziative.
Adesso perché possa essere piacevole il racconto si accenna,anche se per breve parentesi, alla osservazione delle case vecchie di Cellole.


Francesco Girone- mentre dipinge.1955-60




LE CASE
Le case,a Cellole,erano costruite a piano terra e sopraelevate. Di solito la scala che portava al piano superiore era esterna. Gli ambienti,di solito, erano comunicanti tra loro,nel senso che per andare in una stanza bisognava passare per un’altra stanza.
Le pareti ed il soffitto venivano pitturate con la calce bianca. Si diceva:”Stòng’a ianchià” (sto imbiancando).

Il soffitto era di travi e tavole. Si diceva:”Ru soffitto è de ntavolàto” (Il soffitto è di intavolato).
Però era frequente che cadeva la polvere dai travi. Si usò mettere la tela. Però la tela col tempo si appesantiva della polvere ed insetti che si fermavano sopra.
Allora si usò incollare la carta sotto le tavole un po per abbellirle ed un po per evitare la caduta della polvere o insetti.
Si pensò poi di creare,artificialmente,il soffitto liscio usando il “Compensato”fogli di legno a forma rettangolare di M 2,00 per M 1,20  circa.
Per questo tipo di lavoro veniva chiamato il pittore,nel termine generico che si usava dire. Francesco Girone è stato il pittore che a Cellole ha costruito i soffitti lisci usando appunto i fogli di compensato.
Siccome i travi non avevano la stessa grandezza bisognava fare prima una armatura di legno con pezzi di murali per crearsi uno stesso livello. Poi venivano messi i fogli di “Compensato”. Cosi uno da sotto manteneva da terra il foglio non la “croce” e l’altro sulla scala metteva i chiodi.

Una volta messo i fogli poi con lo stucco si chiudevano le parti staccate,ed infine veniva pitturato. A lavoro ultimato sembrava un vero soffitto in muratura.
Contemporaneamente,che venivano costruite le case nuove,per il fatto che il Giudice Falco vendeva pezzi di terreno,si cominciarono ad usare tipi di pittura migliore,al posto della sola calce. Inizia cosi il periodo più bello per il paese. Con Francesco si entra in un’era in cui ognuno che aveva la casa nuova si faceva fare i disegni, con colori ad olio,sotto i soffitti. E’ Francesco Girone il massimo rappresentate per la pittura a Cellole.

Le stanze con i disegni ad olio
Le stanze che venivano abbellite erano la stanza da letto e la stanza da pranzo.
Nella stanza da letto,Francesco  usava fare,al centro del soffitto, una figura di Santo,maggiormente femminile, con angeli negli angoli del soffitto e fasce, o cordoni,sempre colorati,che giravano intorno al soffitto.
Francesco Girone La madonna sotto il soffitto 1958 (ancora esistente).


Dal soffitto scrostato appaiono gli angeli che una volta riempivano gli angoli del soffitto.







Stanza da pranzo
Nella stanza da pranzo usava fare al centro la natura morta,la cacciagione,oppure la frutta,e fasce intorno al soffitto. Per questi lavori usava i colori ad olio. Erano veri capolavori.
Le pareti venivano pitturate a colore, secondo l’ambiente, facendo:”ru zùoccolo” (lo zoccolo) sia di 20-25 cm sul livello del pavimento per le stanze,sia di metri 1,20 circa per i corridoi.

Quadro a olio su masonite


Le piccole nicchie con i santi.
Francesco non solo ha disegnato ma ha sempre colorato i disegni dei santi nelle varie nicchie del paese.
Ad incroci di strade o piazze,qualcuno si faceva fare una piccola nicchia e alla parete veniva disegnata una figura di Santo. Ci stava:
la nicchia a piazza S.Antonio col disegno del Santo. Questa stava alla casa col muro sporgente (diagonale) vicino alla fontana,ancora esistente.
La nicchia sulla parete della casa centrale tra via Bari e via Asti. Questa è visibile anche dalla villa comunale.
La nicchia alle vie Cruci (via Croci) l’attuale via Bari che sta sul muro del grande cortile (ru curtinaccio). Era questa la via che la processione percorreva, venendo da via Aurunci, per il ritorno in chiesa.
Un’altra nicchia a piazza Compasso ad una casa vicino alla vecchia torre.
Adesso di queste nicchie qualcuna è stata cancellata,murata, tipo quella a piazza S.Antonio.
In quelle rimaste poco si nota dei disegni fatti.
Era un impegno che Francesco prendeva spontaneamente a ripassare o ritoccare,di tanto in tanto, il lavoro nella nicchia.


FINE Storia




Galleria di disegni e quadri di Francesco Girone

Si mostrano alcuni lavori di Francesco Girone fatti con tecnica diversa.

Girone Francesco autoritratto a matita


Girone Francesco in Germania 1952


Il presente quadro è tutelato presso le Belle Arti di Napoli.


Chiesa di S.Lucia “Ru cappellone” disegno colorato con pastelli. In primo piano il recinto di canne che delimitava lo spazio della chiesa.


Chiesa di S. Lucia disegnata con la tecnica dell’ago-puntura.



Chiesa di S Lucia quando è stata abbattuta. Disegno a matita.

Disegni su lenzuolo per l’arrivo della Madonna di Fatima a Cellole negli anni ’60. Lenzuolo di zia Rosa Freda.


Fiori quadro ad olio su masonite



Il cavallo inginocchiato. Disegno per quello che sarà il quadro ad olio su tela del miracolo avvenuto a Cellole (secondo la tradizione chi dice il 1799 e chi dice il 1806). Inerente il miracolo leggere la ricerca sul file “Miracolo della Madonna”


Il miracolo, a Cellole, del cavallo che si inginocchia. Quadro ad olio su tela di Francesco Girone.


Frutta Quadro ad olio su masonite


Fiore disegno a matita


Ritratti di donne disegni a matita


.
Ritratto di Domenico Girone (sono io,il figlio) all’età di tre mesi. Ad olio su masonite.


Ritratto, di un militare di Cellole durante la guerra in Libia del 1915-18


S.Antonio Olio su masonite


nonna materna olio su masonite




FINE

Luigi Fusciello in rete dal 24/05/2002.
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