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SigismondoSorgente

Storia di Cellole







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all'Autore:
0823 933324












I girasoli di Lara
(The Lara's sunflowers)

NOTA DELL’AUTORE

Viaggiare è sempre stata la mia più grande passione, e quando ho potuto, con la
bicicletta o a piedi, sono andato in giro per fare scampagnate o per effettuare picnic
con gli amici o con la scuola!
Poi, con l’età e la progressiva possibilità economica, si tentavano viaggi più lontani
e più impegnativi.
Ma l’Europa e i Paesi extraeuropei restavano il sogno più desiderato, rinviando
l’Italia a momenti successivi, essendo essa la nostra casa, nella quale ti trovavi
continuamente!
E così, iniziai le mie scorribande, attraverso i meravigliosi luoghi sognati da
bambino: la Francia, la Spagna, la Russia, l’Asia, gli U.S.A.! E con i viaggi,
inseguivo anche i mie sogni d’amore, con ragazze che apparivano più romantiche e
affascinanti! E sullo sfondo, la nostra inesperta, insufficiente ma bella giovinezza!
I miei viaggi si sono sviluppati attraverso un lunghissimo arco di tempo, un poco
come la mia vita, e continuano ancora! L’Europa, l’Asia, l’Africa, gli Stati Uniti, i
Caraibi non sono più un miraggio e un mistero!
Essi hanno lasciato in me un profumo incancellabile per i ricordi e le sensazioni, per
il piacere, le avventure e la cultura dei loro siti meravigliosi ma anche e soprattutto,
per i grandi amori vissuti che, come direbbe il nostro Sommo Dante, “Ancor non
m’abbandona”.
Questo libro è un lavoro autobiografico, ma è anche un racconto vario, attraente,
avventuroso e affascinante che, io credo, arricchisce la mente, il cuore e la fantasia
del lettore, che può essere avvolto dalla bellezza avvincente del paesaggio e dei
luoghi storici, artistici e archeologici visitati.
E’ anche un documento sulla vita, sui costumi, sulle radici ambientali e culturali dei
popoli visitati.
Il libro va letto con l’animo poetico, romantico e sentimentale, con il profumo e il
piacere del lettore sempre giovane, calandosi in tutte le suggestioni provate in questi
viaggi!
Esso non è una guida turistica, come tante e più documentate. E’ un magnifico
racconto, ricco di sensazioni, avventure, piacere, amori e cultura!
E tutti gli avvenimenti narrati e le esperienze amorose provate sono certi al cento per
cento, perché vissuti in prima persona! Tuttavia, per motivi di opportunità, per
alcuni protagonisti, specialmente per le storie sentimentali, ho preferito far uso di
nomi di fantasia!
Tutte le notizie sui luoghi, sugli itinerari, sulle date, sulle storie romantiche e tutte le
foto presenti in questo libro, sono state prese dal mio archivio personale di viaggio,
vera è propria biblioteca!
Un affettuoso ringraziamento va, innanzitutto, a mia figlia Anna, che,
instancabilmente, ha battuto col computer il presente lavoro per il suo papà!
Ringrazio, infine, tutti coloro che hanno collaborato per la realizzazione di questa
splendida opera, specialmente l’amico Francesco Vettone, che ha curato con
competenza l’impaginazione e gli aspetti tecnici del volume.
E’ possibile riprodurre brani parziali della presente pubblicazione, purchè si citi la
fonte.

PREFAZIONE
di Lucia Stendardo

Sigismondo Sorgente, che conobbi negli anni ’80-’90, nei quali diressi la Direzione
Didattica presso cui egli insegnava, mi ha proposto di leggere un suo lavoro e di
redigere una prefazione. Ho accettato di buon grado e, a lettura ultimata, ho
ritenuto di domandargli se il suo obiettivo fosse quello di pubblicare un’opera
letteraria o più semplicemente un diario delle sue esperienze turistiche e
sentimentali. La sua risposta è stata chiara ed immediata: “Nessuna ambizione o
velleità letteraria: solo il piacere di ricordare i miei vissuti a me stesso e ad un
eventuale lettore, comunicandogli la bellezza del viaggiare e dell’amore.”
In tutta serenità mi accingo dunque a redigere la prefazione, mettendo in risalto
innanzitutto la tenerezza che suscita il giovane maestro supplente che, negli anni
’60, con le sue parche risorse economiche, parte fiero e gagliardo, a bordo della
sua “500”, alla scoperta di paesi e città europei e ne ammira commosso le bellezze
paesaggistiche, le consuetudini di vita sociale, in un resoconto minuzioso, con date e
orari di partenze e di arrivi. Alla sua sete di conoscenze geografiche si associano
interessi congeniali alla sua naturale vocazione... sensibile, perchè no? alle bellezze
straniere in carne ed ossa, disponibili all’amore intravisto duraturo, unico ed
irripetibile, che dà l’ebrezza dei baci appassionati, degli abbracci sconvolgenti,
delle passioni irrefrenabili... Amori destinati ad una inevitabile fine, dovuta talvolta
ad eventi familiari luttuosi, ma soprattutto a motivi di lavoro, avendo il supplente
conseguito la nomina in ruolo nella sua provincia casertana.
Struggenti ricordi lo assillano, ripensando alle frasi rivolte alla coppia che, in un
capodanno romeno, balla avvinta sotto una nuvola di coriandoli, tra il tintinnio
delle coppe di spumante, nei ripetuti brindisi di mezzanotte: “Un amore come il
vostro si legge solo nelle fiabe... siete i protagonisti della vostra felicità... inverate il
miracolo dell’Amore!” . L’amore assume per Sigismondo una valenza cosmica,
vissuta all’unisono con l’intero universo, sotto il brillio delle stelle, palpitanti come
il suo cuore..., con “presentimenti di eternità che è gioia, ma anche dolore, che
inchioda l’essere al tempo finito” per dirla con Simone Weill.
Tale intensità di sentimenti consente di soprassedere ai vari “incidenti di percorso o
errori giovanili” che eticamente non riesco a condividere (febbre o non febbre... – e
il lettore scoprirà il non detto -) così come non condivido il gusto per le corride e la
frequentazione di hotel di lusso e di locali notturni in cui si esibiscono ballerine
provocanti nella danza del ventre, a poca distanza da luoghi in cui si perpetra il
dramma della miseria, della morte per fame, della prostituzione di bambini.
Ma mi astengo da giudizi, giacchè solo Dio è Giudice, come ci insegnano le
Scritture, e torno al Sigismondo annichilito dal dolore per gli amori finiti: ma gioie
e sofferenze si rivelano formative del carattere del nostro, che, da lì a pochi anni è
in grado di approdare alla scelta della giusta compagna della sua vita, la dolce
Elena distinta e saggia collega, e poi sposa bella e innamorata, che gli fa ritrovare
la prorompente vitalità giovanile e scoprire l’autenticità del sentimento amoroso,
nonchè la baldanza delle iniziative turistiche, programmate in comunione d’intenti,
alla scoperta di nuove località, che consentono benessere fisico e psichico. Rose
senza spine sono ora i ritorni in patria dei nostri turisti felici, in due e poi in tre con
la fanciulletta Anna, che gode di ogni novità e svago, non soltanto negli Stati
dell’Europa continentale ed insulare, ma anche in paesi africani ed asiatici,
raggiunti con crociere e viaggi ben organizzati, fino all’ultimo, effettuati in Centro
America, visitando le terre scoperte da Cristoforo Colombo e le città fondate dal
fratello Bartolomeo e dal figlio Diego. E quel Far West che aveva appassionato il
ragazzo Sigismondo con le avvincenti avventure di Tex Willer sui giornalini a
fumetti, ora è tangibile, reale, godibile, dall’adulto in cui permane “il fanciullino
pascoliano” come in ciascuno di noi. Il “viso d’angelo e gli occhi di cielo” che
avevano affascinato Nerina, Lara, Sonia, Lunetta e poi Elena, ritornano a
sprigionare la felicità di vivere emozioni a lungo sognate, avendo ora accanto gli
affetti più stabili e cari: Elena ed Anna, insostituibili gioie della sua vita!
Roma, 13 dicembre 2009
Lucia Stendardo

Seguitemi nel mio libro
e potrete rivivere
viaggi,avventure e amori.

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Canto d'un disperso
(Poem of a missing)

Introduzione dell’autore

La poesia, se non esiste nel proprio animo, non si inventa; essa non è un prodotto della ragione, della riflessione. E’ invece, uno stato d’animo, una spontaneità che è dentro di te, che ti accompagna in tutte le tue speranze, in tutte le tue delusioni, in ogni tua scorribanda per il mondo; è infine un prodotto fantastico dello spirito che, sebbene legato alla realtà contingente delle cose umane, pure la trascende e la smaterializza.
Ognuno ha in sé l’anima del poeta, perché nell’essere vivente vi è il romanticismo che prevale sempre sulla forza bruta e trasforma l’uomo, anche il più arido, in un fanciullo.
E la vita fa rivivere i sogni, le speranze e le illusioni di tutti i giorni, facendo proiettare la tua gioia di esistere in questo tuo tempo!
E in questo modo tu ti leghi al desiderio di una vita futura in un’altra dimensione, in quella dell’eternità!
E la poesia fa da tramite tra questo tempo presente e quello del sogno infinito!
Ed è così che tu godi la magica speranza di essere un elemento indistruttibile dell’universo.
In questa raccolta, che ho voluto definire un “canto”, vi è tutta l’attualità e la spiritualità della mia anima, fresca e genuina, che non muore mai, perché anche dopo la morte, gli aneliti viventi si trasformano in pulviscolo cosmico e universale.
Questa raccolta di poesia esprime il mio mondo ideale e poetico della mia giovinezza e maturità durante le quali andavo alla ricerca di me stesso.
Essa è la sintesi della mia gioia di vivere che mi piace definire come il “Canto d’un disperso”, perché manifesta il progressivo rigenerarsi dello spirito vivente che dalla fase di disperazione e scoraggiamento perviene alla sua più alta moralità lirica e artistica.
Ora che mi sono identificato in modo reale, mi riconosco pieno di speranza e di sogni, nonostante tutto!
Gennaio 2010






Prefazione

Quando ho aperto il tuo plico (pacco?, plico?, si dice così?) ho sentito un tuffo al cuore e un vento meraviglioso, come un soffio vivificatore, ha investito il mio essere più profondo? Ho preso il tuo libro “Lara’s sunflowers” cioè “I girasoli di Lara” e le tue delicate, ingenue e vibranti poesie “Canto d’un disperso”.
Leggendo avidamente i tuoi e i nostri viaggi, la mia mente è andata dietro nel tempo e a lungo sono stato avvolto e travolto da brividi di piacere! Ho rivissuto i nostri masters in Romania e in Egitto, la tua straordinaria e sconvolgente passione e competenza archeologica, ma soprattutto l’amore struggente, romantico e disperato per Irina Kirova (che tu hai voluto chiamare Lara), la passione per sua sorella Sonja la gioia affettuosa per Caterina e per il vostro Pietro (mi piacciono i nomi tipicamente italiani che tu hai scelto). La tua storia romantica rimarrà eterna e indistruttibile, innanzitutto perché la tua Lara e Sonja non si sono sposate e vivono insieme ai loro figli, e questa scelta è legata all’anima romantica e alla cultura della donna russa, la quale, quando realizza un amore perfetto e profondo, vuole conservarlo per tutta la vita indissolubilmente.
I loro genitori non ci sono più, mentre Caterina e Pietro si sono sposati e hanno un figlio ciascuno e con Lara e Sonja hanno creato un unico ceppo ereditario!
Tutte queste notizie, insieme ai tuoi meravigliosi libri, mi sono stati dati da un allievo caro al professor Ivanov, anche egli scomparso!
Ho letto, come fossero mie, le tue poesie, che idealmente, sono dello stesso periodo del tuo viaggio a Mosca! Vi scorgo la stessa ansia per il futuro e lo stesso anelito di vita amorosa e genuina.
Io credo che nel cosmo tutti gli uomini sono sosia tra loro e in te colgo la stessa inquietudine e amore primordiale e cosmico della natura. Chissà, forse in un altro mondo tu dovevi essere nato in Russia, perché nelle tue poesie leggo la magnifica visione per l’universo e per le meraviglie del creato. In te colgo il lirismo e l’abbandono misterioso che non distingue l’uomo da tutte le creature viventi, e questo crea sensazioni e incanto che generano abbandono, misticismo e piacere sovrumano.
Anche la tua disperazione e il tuo vuoto che ti fanno prefigurare un viale infinito, senza speranza (ma poi ti rigenererai con l’amore di Irina!) sono solo apparenti perché alla fine la luce apparirà con i suoi bagliori arricchiti dalla fede e dalla vita eterna.
Le tue poesie sono piene di slanci inconfessati e fortemente desiderati ma lontani dalla ricerca ossessiva della cultura poetica occidentale e questa anima fa di te un fanciullo sempre fresco, genuino, eterno e legato all’intimo desiderio dell’abbraccio appassionato e inscindibile con tutte le creature viventi, anche quelle legate agli elementi della natura, dal vento alla pioggia, dai fili d’erba al mare e dagli animali al pulviscolo cosmico!
Novembre 2008
Ivan Kubizov
Professore di letteratura e poesia
estetica dell’Università di Mosca


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In questo meraviglioso romanzo
sarete avvolti dalla sconvolgente poesia
e dall 'incanto travolgente del desert
o.



Anche il deserto piange
( The desert is crying)

Profilo bio – bibliografico dell’autore

Sigismondo Sorgente, nato a Cellole (CE) l’11 novembre 1935, è un emergente scrittore della nuova generazione, con uno stile sobrio, elegante e delicato.
I suoi scritti manifestano l’intensa voglia di vivere e il forte impulso romantico e sentimentale.

Anche il deserto piange Romanzo Sigismondo Sorgente


Spirito inquieto ed esuberante, ha dato vita a molte attività sportive, turistiche, politiche e culturali nell’ambito comunale, provinciale e regionale.
Il suo libro STORIA DEL CALCIO CELLOLESE è la sintesi del suo impegno sportivo, durato oltre 40 anni, e tuttora attivo, ed è stato il suo primo cimento letterario.
Ma è stato il successivo lavoro in cui egli ha potuto dispiegare uno slancio artistico, lirico, romantico e fantastico, descrivendo avventure e storie sentimentali, vissute in prima persona (I GIRASOLI DI LARA).
Dello stesso periodo, nel 2004, fa parte lo splendido volume, CANTO D’UN DISPERSO, nel quale Sigismondo Sorgente esprime sè stesso, mettendo in luce il proprio mondo interiore, mediante incantevoli e bellissime poesie.
Infine, nel 2010, il presente romanzo, ANCHE IL DESERTO PIANGE, in cui l’autore affronta temi e argomenti ad ampio respiro, il cui interesse è legato ad ogni essere umano, in qualsisasi latitudine egli si trovi.



Sigismondo Sorgente
Romanzo


NOTA DELL’AUTORE

Gli argomenti finora trattati nei miei precedenti lavori,si sono riferiti ad aspetti di vita vissuta (Storia del calcio cellolese),a viaggi,avventure e amori,legati ad esperienze autobiografiche (I girasoli di Lara ) e al desiderio insopprimibile di esprimere il proprio mondo interiore,con tutti i sogni,le fantasie,la spiritualità e l’interiorità più profonda e più nascosta dell’animo poetico di ciascuno di noi (Canto d’un disperso).
In queste opere ho voluto svelare me stesso,rivelando innanzitutto il mio io più intimo e inconfessabile di fronte alla fragilità del mio essere nella perenne ricerca di appagamenti fisici e psichici che,se a volte hanno procurato benessere e sublimità,spesso generano insoddisfazione e infelice tormento!
Alla fine di questo percorso preparatorio,si raggiunge,però,una visione artistica più elevata e più distaccata delle cose umane,individuali e personali,descrivendo, non più il protagonista delle tue vicende private,ma un simbolo di ciò che accade a tutta l’umanità;e le disavventure e i guai narrati non appartengono solo ai singoli personaggi,ma a tutti gli uomini in modo universale,senza spazio e senza tempo!
E’ quello che ho cercato di realizzare in questa mia ulteriore fatica,intitolata: ANCHE IL DESERTO PIANGE.
E’ un romanzo ad ampio respiro,completamente fantastico,ma profondamente reale,con temi,sentimenti,ansie e tormenti vissuti in questo nostro tempo,attuale e concreto,ma con slanci,amori,pianti e desideri di ogni uomo e di ogni donna,che vogliono elevare la propria esistenza al di sopra della materialità!
Il filo sottile che mi lega in continuità con le opere precedenti è,però,l’avvolgente base romantica e sentimentale, non lacrimevole,ma coerente con la meravigliosa bellezza,il fascino sottile, la straordinaria perfezione e la natura arcana,poetica e incantatrice, che spingono l’uomo di ogni età,ricco, povero, colto o primordiale,a desiderare,a possedere,a idealizzare e a idolatrare questa perfetta creatura femminile!
E’ quello che è accaduto a Zira e a Mirco,e che, spesso, avviene continuamente,sia pure con modalità diverse;come pure la straordinaria influenza,esercitata da Zira,sul piano politico,non è fantasia,ma realtà,perché già realizzata nei tanti periodi storici:basti pensare alla grande Caterina di Russia o a Cleopatra! Ho cercato di usare un linguaggio piano,semplice,in modo che fosse accessibile e comprensibile agli eventuali lettori, dotati di fantasia,senso critico e culturale e di profonda umanizzazione.
Tutte le persone e le istituzioni, citate e descritte in questo volume. sono immaginarie e frutto della fantasia,come pure le vicende, narrate nelle città di Roma,Sulmona,Parigi,Perugia e nell’immaginario emirato arabo di Araman,sono del tutto inventate e non hanno nessun riferimento con la realtà. Le foto in copertina sono state prese dal mio archivio personale.



Cellole, 11 novembre 2010
Sigismondo Sorgente

PREFAZIONE

Quando ho cominciato a leggere questo libro,confesso che avevo dentro di me un piccolo sentimento di prevenzione,anche per la grande quantità di testi presenti in commercio, scritti con troppa infatuazione, sprovvedutezza, superficialità e senza la necessaria preparazione,la delicata sensibilità e il minimo rigore linguistico e descrittivo di base!
Poi,mi sono imposto di essere imparziale,liberando il mio pensiero da ogni sorta di condizionamento psicologico,legato soprattutto alla profonda amicizia, che mi unisce al mio amico e autore Sigismondo Sorgente.
E così, mi sono immerso nella lettura di questo romanzo, ANCHE IL DESERTO PIANGE,che gradatamente e in modo sempre più affascinante, mi ha interessato,mi ha avvolto e mi ha avvinto,a mano a mano,per la sua trama,per le vicende dei protagonisti,per il loro romanticismo, per le loro ansie disperate e per il loro travolgente amore.
E allora,ho scoperto tutte le altre caratteristiche,le virtù,le doti e le pregevoli qualità del volume.
Innanzitutto, la struttura, l’intelaiatura dell’opera e l’equilibrio delle varie fasi impostate e descritte sono mirabilmente armonizzati tra di loro,come un’unica,gradevole e delicata narrazione,con tutti gli avvenimenti,i loro accadimenti,la loro successione,il loro intreccio, la loro naturalezza e la contemporaneità dell’immediatezza reale! I personaggi di Zira,MircoAmin,Silvia,Livio,Vania e tutti gli altri sono vivi,palpitanti,tangibili,come appartenenti alla vita concreta di tutti i giorni e,sebbene immaginari,appartengono alle storie che si svolgono quotidianamente!
Il ritmo della narrazione è,poi,sempre frenetico,senza pause e senza noia,come una storia avvincente,da vero “giallo”,che tiene il lettore sulle spine,legato strettamente allo svolgimento delle vicende narrate.
Lo stesso stile descrittivo non subisce variazioni e difformità linguistiche e grammaticali,perché è semplice,con toni delicati, con accenti spesso rivolti al lirismo e al romanticismo che incantano il lettore,facendolo sognare e proiettandolo in un mondo arcano e fantastico e rendendo piacevole e scorrevole la lettura che,come dice l’autore,è accessibile a tutti,purché dotati di fantasia e di sensibilità romantica!
In questo suo lavoro,l’autore,per essere uno che scrive per puro piacere e gusto e non per professione,è già in una posizione pregevole di capacità narrativa,perché riesce a fondere le vicende amorose e romantiche con gli altri aspetti politici,culturali e amministrativi, che tra loro interagiscono,formando degli unici e grandi intrecci e tessuti,nei quali la narrazione si sostanzia,e da essa il lettore trae linfa,facendo diventare attuali e drammatici tutti gli aspetti descritti,come messaggi non solo per l’uomo di oggi ma per l’intera umanità presente e futura,e cioè,la degradazione e l’inquinamento urbanistico e territoriale,la non violenza,il terrorismo,i sequestri,la pace nel mondo,la democrazia e la libertà tra i popoli e,soprattutto,vero e proprio vademecum ( illusione dell’autore? Non credo! ),il modo con cui si debba e si possa operare,affinché i governi (qui si parla di un ipotetico Araman,ma vale per ogni Paese) dimostrino volontà,capacità e assenza di corruzione nel dirigere una nazione! E tutti questi messaggi sono concreti e realizzabili,specialmente quando si constata la loro ammissibilità,riflettendo che l’unità d’intenti e la mirabile possibilità realizzatrice sono sostenute sia da Zira,nel corso del drammatico confronto con il suo sequestratore e sia da Mirco,Amin e l’emiro,come veri e spontanei testamenti politico-amministrativi! Infine,e non ultimi,altri importanti valori vengono fusi con la bravura descrittiva dell’autore,cioè,l’amore che unisce come bene universale,le radici della propria Patria, che non si rinnegano,e soprattutto,la necessità di mettere al primo posto il merito e le proprie capacità come unico fattore di progresso,elemento rarissimo oggi,perché ormai stanno prevalendo l’immoralità,l’arrivismo e la corruzione a tutti i livelli.
Tutti questi caratteri descrittivi,di stile,di contenuti e di sentimenti, sono così pregevolmente fusi e unitariamente naturali,che questo romanzo, ”ANCHE IL DESERTO PIANGE”, eleva l’animo umano con i tanti momenti lirici,poetici e fantastici,a tal punto che esso non può mancare nella propria biblioteca!
Sanaa, 24 novembre 2010
Kabir El Kalif
**** L’uomo delle stelle ****


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